Giappone. Paura per tracce di cesio nel pesce e nell'oceano | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 17 dicembre 2017
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Giappone. Paura per tracce di cesio nel pesce e nell’oceano

Sono passati ormai mesi dall’incubo di Fukushima, eppure le radiazioni e il pericolo di contaminazione continua a rimanere vivo in Giappone. Negli ultimi giorni le autorità hanno trovato tracce di cesio radioattivo nel pesce pescato in diverse aree del Giappone, ed è subito polemica.

Proprio mentre in tutto il Giappone negli ultimi tempi sono esplose le proteste contro il nucleare, giorni fa sono state trovate tracce di cesio radioattivo nel pescato di diverse regioni del Paese, e quindi i dibattiti sulla pericolosità del nucleare sono prepotentemente tornati di attualità. Il Ministero giapponese della Pubblica Istruzione, Cultura, Sport, Scienza e Tecnologia (MEXT) ha dichiarato proprio nelle scorse ore che il cesio radioattivo è stato ritrovato in acqua di mare e pesce in diverse regioni giapponesi. La notizia allarmante è stata ripresa anche dall’agenzia di stampa russa Itar-Tass, e l’opinione pubblica nipponica ne ha dato ampio risalto. Il livello più alto di radiazioni in acqua è stato trovato nel Giappone centrale, più precisamente nella Prefettura di Shizuoka, poi nella parte occidentale di Honshu (Niigata), e infine nel nord-est del Paese, a Iwate. Le concentrazioni di particelle radioattive per il momento sono molto piccole, e non ci sarebbero ancora rischi per la salute degli esseri umani, almeno secondo il ministro giapponese.  Il cesio radioattivo è un elemento prodotto dall’uomo attraverso la fissione nucleare del cesio, e ha un tempo di dimezzamento di trent’anni, il che lo rende estremamente tossico e pericoloso per l’ambiente. Anche all’inizio del 2012 a largo delle coste orientali del Giappone erano stati trovati bassi livelli di cesio radioattivo, e da allora le autorità giapponesi continuano a monitorare il livello delle radiazioni in mare. Alla luce di queste radiazioni, è quindi sicuro consumare pesce e frutti di mare provenienti dal Sol Levante? Molti paesi pensano di no, per questo hanno deciso di tagliare le importazioni di pesce dal Giappone sulla scia della catastrofe. L’India ad esempio nell’aprile 2011 ha sospeso le importazioni alimentari dal Giappone per tre mesi, temendo una contaminazione radioattiva. Anche l’Ue ha imposto controlli severi sulle importazioni provenienti dal Giappone. Bassi libelli di radiazioni sono stati rilevati nel tonno rosso al largo della California nel maggio 2012, suggerendo che i pesci starebbero portando la contaminazione attraverso l’Oceano Pacifico anche più velocemente di acqua e vento. In molti tipi di pesce esportati dal Giappone in Canada sono stati riscontrati elevati livelli di radiazione, specie in merluzzi e sogliole, ma anche in carpe, trote e anguille. Come se non bastasse i livelli di radiazione in alcune specie sono persino più elevati quest’anno rispetto al 2011. I più alti livelli di cesio riscontrati nel pesce sono stati rilevati nel mese di marzo, un anno dopo l’incidente, quando in un salmone  catturato in un fiume giapponese è stato trovato un livello di radiazioni pari a 18.700 Becquerel di cesio per chilogrammo, ovvero 187 volte il  limite legale per le radiazioni nei frutti di mare tollerate in Giappone.

 

 

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