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martedì , 24 ottobre 2017
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Giappone. Torna l’incubo a Fukushima

Ancora problemi in Giappone dove la centrale  nucleare di Fukushima ha raggiunto  il livello più grave degli ultimi due anni con l’Autorità per l’energia nucleare preoccupata per la possibilità di nuove perdite dai serbatoi della struttura

Photo Credit (AFP Photo / Noboru Hashimoto)

Dall’11 marzo 2011 a oggi in pochi hanno parlato del Giappone. Si pensava che in qualche modo il paese nipponico si fosse ripreso dal terribile Tsunami che ha devastato le coste e ha danneggiato la centrale nucleare di Fukushima. Negli ultimi giorni la centrale nucleare di Fukushimaha nuovamente raggiunto un livello di guardia, anzi il livello più grave degli ultimi due anni al punto che l’Autorità per l’energia nucleare si è detta preoccupata per la possibilità di nuove perdite. Non solo, l’Agenzia  nipponica ha detto anche di temere che il gestore della centrale, Tokyo Electric Power, non sia in grado di far fronte ad “alcuni aspetti” della situazione. L’allarme all’impianto di Fukushima sarà innalzato dal livello 1 “anomalia”, al livello 3 “incidente serio”, come riferito da un portavoce dell’autorità, nell’intervento più grave dal marzo 2011, ed è inevitabile che ora tutti i media ne parlino. Anche la Cina è intervenuta a gamba tesa sostenendo di essere “sconcertata” dopo aver appreso che da Fukushima continua a fuoriuscire acqua contaminata a ormai oltre due anni dal disastro, e ha sollecitato Tokyo a fornire informazioni sulla situazione in modo tempestivo.Ci auguriamo che il Giappone possa intervenire in modo serio per mettere fine all’impatto negativo delle conseguenze del disastro di Fukushima“, ha spiegato in una nota il ministero degli Esteri cinese. E intanto in Giappone c’è chi sostiene che la Tepco, l’azienda che ha in gestione l’impianto, abbia minimizzato, e di tanto, la reale portata dell’incidente. Nonostante questo il governo nipponico di Shinzo Abe sembra convinto ad andare avanti, nonostante le proteste, con il programma nucleare giapponese. E intanto 300 tonnellate di acqua radioattiva sono entrati nell’oceano per quello che è stato considerato un incidente grave, la cui reale ricaduta sulla salute dei cittadini non è ancora possibile commisurare.

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