Giappone. Vince Shinzo Abe, avanzano i comunistiTribuno del Popolo
venerdì , 24 novembre 2017
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Giappone. Vince Shinzo Abe, avanzano i comunisti

Il premier Shinzo Abe ha vinto la sua scommessa trionfando nelle elezioni anticipate e assicurandosi una solida maggioranza. L’astensione va alle stelle ma il Partito Comunista giapponese passa invece da 8 a 24 seggi.

E’ la vittoria del primo ministro nipponico Shinzo Abe che ha trionfato nelle elezioni anticipate da lui convocate, una sorta di vero e proprio referendum sulle sue politiche economiche anche note come “Abenomics”.  Alla fine ha ottenuto una maggioranza di oltre due terzi per la sua coalizione, con 326 seggi su 475, avendo così una vasta maggioranza che darà solidità all’esecutivo. Di questi ben 291 sono proprio del partito liberaldemocratico di Shinzo Abe, mentre l’opposizione non è riuscita a consolidare le sue posizioni per andare contro l’Abenomics, accusata di avvantaggiare la finanza e non l’economia reale. Il governo di Shinzo Abe invece ha incentrato tutta la sua campagna elettorale nello spiegare che non ci sarebbe alternativa alcuna alla sua politica economica. Anche per questo esultano i comunisti giapponesi che sono riusciti a intercettare gran parte del voto di protesta in crescita nel Paese raddoppiando letteralmente i propri seggi e portandoli a 24. Viceversa l’opposizione del partito democratico di Barni Kaieda ha visto un semplice e ininfluente aumento dei propri seggi da 62 a 73.  Impossibile però non segnalare un fortissimo astensionismo che ha raggiunto il massimo storico del 47%. Questo significa che circa un elettore su due ha scelto di disertare le urne, un dato drammatico e preoccupante che fotografa la disillusione anche in Giappone dei cittadini nei confronti della politica. A voltare le spalle a Shinzo Abe è stata la città di Okinawa, da tempo ai ferri corti con gli Stati Uniti, che ha voluto marcare la propria opposizione nei confronti dell’apertura del governo al piano per la creazione di un nuovo aeroporto per i Marines americani. Abe quindi andrà avanti come un mulo e in molti temono che la sua politica porterà sempre di più il Giappone su posizioni nazionalistiche, basti pensare che Abe ha detto di voler aumentare il potenziale e l’operatività delle Forze Armate, rivedendo anche la costituzione ultrapacifista del post Seconda Guerra Mondiale. Chiaramente questo implica un peggioramento dei rapporti già tesi con la Cina, ma questo ha anche aumentato le proteste dei giapponesi contrari alla guerra che infatti hanno votato i comunisti come mai prima d’ora, i principali oppositori del nazionalismo. Proprio sabato il presidente cinese Xi Jinping ha preso parte alla prima cerimonia per le vittime dell’incidente di Nanchino del 1937, sottolineando come nessuno possa cambiare la storia. Esattamente quello che vorrebbero fare i giapponesi. 

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