Gibilterra, il pomo della discordia alle porte del MediterraneoTribuno del Popolo
lunedì , 23 gennaio 2017
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Gibilterra, il pomo della discordia alle porte del Mediterraneo

Gibilterra, il pomo della discordia alle porte del Mediterraneo

Gibilterra è al centro di una disputa secolare tra Spagna e Regno Unito. Ora esplode nuovamente la tensione dopo che il governo di Gibilterra ha fatto erigere un muro per arginare i pescatori iberici e Madrid ha risposto imponendo tasse di ingresso altissime.

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Nel 1713 l’Inghilterra conquistava con la forza Gibilterra nel corso della guerra di successione spagnola. Madrid fu costretta a confermare la sovranità britannica sulla fortezza e sulle terre circostanti, e da allora Londra non ha mai retratto gli artigli da quell’avamposto nel Mediterraneo. Solo nel luglio 2009, dopo oltre tre secoli, è avvenuta la prima visita ufficiale di un politico spagnolo, l’ex ministro degli Esteri Moratinos, a Gibilterra. Sul tavolo il tema della sovranità della penisola, una sovranità che in Inghilterra nessuno ha intenzione di abdicare. I cittadini di Gibilterra del resto nel 2002 con un referendum respinsero l’ipotesi di un accordo sulla sovranità fra Spagna e Regno Unito. E, dopo quel voto, Londra stabilì che mai più avrebbe discusso delle sorti dello scoglio senza sentire prima il parere dei lontani colonizzati. Ora a rinfocolare la disputa ci ha pensato il governo di Gibilterra che ha deciso a luglio di potenziare una scogliera artificiale posta a largo della penisola. Ciò ha significato arrecare danni all’industria ittica iberica, con Madrid che ha interpretato questa decisione come una autentica provocazione. Da qui la ritorsione della tassa di 50 euro per attraversare la penisola. La tensione c’era stata anche nel 2009, quando quattro poliziotti spagnoli vennero arrestati nel territorio della corona inglese dopo aver oltrepassato il confine per inseguire dei criminali. Anche questo un palese affronto a Madrid, così come la denuncia del 2007 quando le associazioni ambientaliste spagnole avevano accusato Gibilterra di inquinamento “volontario”.

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