Giugno 1914-2014. A cent'anni dalla Prima Guerra Mondiale lo spettro della guerra globale si ripresentaTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Giugno 1914-2014. A cent’anni dalla Prima Guerra Mondiale lo spettro della guerra globale si ripresenta

Cento anni fa cominciava la Prima Guerra Mondiale, ovvero un massacro inusitato nella quale milioni e milioni di europei rimasero uccisi nelle guerre di trincea in tutta Europa. Una guerra imperialista e nazionalista che oppose europei ad europei, una guerra fratricida che però pose le basi e le premesse per la Seconda Guerra Mondiale. Oggi, cento anni dopo, ci sono troppe analogie con allora, e non si riesce a essere tranquilli…

A differenza di quanto molti pensano la Prima Guerra Mondiale quel 28 giugno del 1914 arrivò all’improvviso. Arrivò tramite un evento che nessuno si immaginava, ovvero l’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando e di sua moglie Sofia in quel di Sarajevo. A sparare fu Gavrilo Princip, nazionalista serbo dell’organizzazione della “Mano Nera” che si preponeva di assassinare l’Arciduca per formare uno stato indipendente slavo che riunisse anche i territori della Bosnia ed Erzegovina, diventati territori austriaci nel giugno del 1878 a seguito del Congresso di Berlino.Il 28 giugno dunque, in modo quasi casuale (Gavrilo Princip stava quasi per rinunciare all’attentato quando si vide Francesco Ferdinando quasi per caso di fronte) avvenne l’evento che originò indirettamente quella catena di eventi che sarebbe poi stata nota come la Prima Guerra Mondiale. Era appena finito il periodo della “Belle Epoque”, il periodo in cui l’Occidente si specchiava in se stesso con elites sempre più edonistiche che probabilmente non si erano resi conto che un mondo stava finendo e ne stava nascendo un altro. E infatti l’Europa venne inghiottita in un baratro di violenza e di guerra, un enorme carneficina che per 53 mesi portò al massacro di milioni di soldati costretti a uccidersi rimanendo con gli accampamenti a cinquanta metri di distanza gli uni dagli altri nella polvere e nel sangue delle trincee. Si poteva sperare che almeno l’esperienza del massacro della Prima Guerra Mondiale servisse a far sì che non si ripetesse mai più una tragedia come questa, e invece, puntualmente, vent’anni dopo la Germania di Hitler fece ripiombare l’Europa in un incubo ancora maggiore. E non casualmente dal momento che fu proprio la Germania a uscire con le ossa rotte dalla Prima Guerra Mondiale , un conflitto globale che pose fine a veri e propri imperi cambiando nel profondo la struttura dell’Europa, vedi la fine dell’Impero austroungarico e di quello Ottomano, nonchè l’avvento della Rivoluzione bolscevica nella Russia che era stata degli Zar. A portare a quell’incubo furono, nella sostanza, i nazionalismi. All’epoca anche il colonialismo era considerato una cosa del tutto normale, e quando le sfere di influenza europee dei diversi paesi si sovrapposero, e quando le pulsione nazionalistiche prevalsero, ecco che si scelse la guerra per imporsi sugli altri nazionalismi. Oggi la situazione, a cent’anni di differenza, è paradossalmente simile a quella dell’Europa di un secolo fa prima dello scoppio della guerra globale. A muoversi non sono più gli eserciti ma i capitali, col risultato che interi paesi sono stati privati della dignità e del benessere economico, oltre che anche della sovranità nazionale. Tutto questo crea una situazione di rancore e di rabbia che potrebbe esplodere alla prima occasione, ancor più che la ripresa economica non solo non c’è, ma potrebbe anche non esserci da qui ai prossimi anni.  E incredibilmente, al posto che ricordare le tragedie della Grande Guerra, si è tornati nell’Europa odierna a una retorica bellicista e patriottica che tende ad esaltare gli eroismi di popolo e del singolo, un immaginario bellico e nazionalista che si sposa in modo preoccupante con la crisi economica. Insomma a un secolo dall’assassinio di Francesco Ferdinando è possibile sostenere che ci sono molte analogie tra quell’Europa della Belle Epoque che non aveva più margini di crescita e questa Europa, sulla carta unita ma nella pratica sempre più vittime di forze centrifughe fomentate dai nazionalismi e dai populismi sviluppatisi a causa delle insensate politiche di austerity dell’Ue. Un altro elemento inoltre rimane sullo sfondo a spaventarci: come la Grande Guerra non servì a nulla e dopo vent’anni ci fu lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, ecco che forse altri settant’anni di relativa pace non sono bastati dal momento che, l’Ucraina insegna, le grandi potenze, vedi Usa, sembrano ancora assetate di guerra e sembrano non aver ancora imparato la lezione.

Gracchus Babeuf

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top