Giulia Innocenzi e la propaganda contro l'IranTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Giulia Innocenzi e la propaganda contro l’Iran

 

Sta facendo scalpore la polemica tra la conduttrice di Announo Giulia Innocenzi e la giornalista freelance Tiziana Ciavardini che vive a Teheran da 12 anni circa il resoconto di viaggio fatto dalla prima. La Innocenzi ha raccontato di essere stata molestata sistematicamente nel corso del viaggio ma in molti non hanno tollerato le sue generalizzazioni e i suoi giudizi su un Paese da noi molto diverso, al punto da pensare quasi che ci fosse una intenzione “politica” dietro il suo indignato resoconto. 

A noi Giulia Innocenzi non è mai piaciuta. Siamo un Blog quindi possiamo “ancora” dire quello che pensiamo su temi e personaggi e non abbiamo problemi nel dire che l’abbiamo trovata spesso e volentieri troppo saccente, presentuosa e soprattutto di “parte”. Non che sia un difetto, anche noi siamo “di parte”, solo che basta fare un giro sulla nostra pagina per capire che non abbiamo problemi ad ammetterlo, e soprattutto si capisce anche abbastanza bene quale sia la nostra “parte”. Come dicevamo anche la Innocenzi è di parte, sulla carta ad Announo prova a fare la presentatrice imparziale ma il gioco le riesce piuttosto male, anche perchè spesso e volentieri sembra parlare con sicurezza di cose che non conosce. Questa volta la Innocenzi si è recata in vacanza in Iran, guardacaso uno dei paesi che per gli Stati Uniti e tutta quella intellighenzia filoamericana (passateci il termine) rappresenta una sorta di male assoluto, un pò come la Russia del “malvagio” Putin per intenderci. La Innocenzi dicevamo è andata in vacanza in Iran assieme alla sua collega di Servizio Pubblico Maddalena Oliva e ha pubblicato al suo ritorno un resoconto del viaggio a dir poco furioso nei confronti della Repubblica Islamica ma che ha scatenato gli utenti web che non sempre si sono detti d’accordo con lei, anzi.

L’Iran che emerge dal racconto della Innocenzi è un inferno: “I bazar sono affollati, diventano il paradiso per chi ama palpare il fondoschiena, in particolare delle donne (ma non esclusivamente) – spiega in un passaggio -. Un uomo comincia a seguirti e a un certo punto ti tocca il sedere, per poi disperdersi tra la folla. Per la prima settimana ci è successo tutte le volte che abbiamo visitato un bazar. Benvenuti in Iran”.  Ma il resoconto continua con dettagliati racconti di molestatori che le seguono, di esibizionisti e depravati vari, finendo poi con un giudizio di valore sul governo dell’Iran, definito un regime dove “vige la repressione sessuale”. E ancora: “È stata una liberazione togliere il velo non appena abbiamo messo piede sull’aereo“. Insomma i racconti della Innocenzi non hanno convinto molto il web dato che decine di utenti l’hanno duramente apostrofata accusandola di aver ingigantito le esperienze quando non di essersi inventata tutto. Noi non osiamo dire che si sia inventata i racconti, li prendiamo anche per veri, ma ci domandiamo come mai la Innocenzi guardacaso abbia preso posizione proprio contro l’Iran, guardacaso paese nemico di Israele e Usa, quando le donne non vengono di certo trattate molto meglio in paesi come India, Pakistan, Arabia Saudita, solo per fare alcuni esempi.  La sensazione è che questo racconto generalizzante sia stato costruito per screditare tout court un paese, l’Iran, che viene considerato il “male assoluto” da parte di Israele e che per anni è stato nella black list dell’Occidente. Del resto bastava informarsi un minimo sull’Iran per comprendere che non è propriamente il posto consigliato a due ragazze che vogliono viaggiare da sole, esattamente come l’India e altri paesi, di conseguenza sarebbe bastato informarsi per evitare la “brutta sorpresa”.

Che poi l’Iran è anche un paese di cultura millenaria e pieno di milioni di persone per bene che sicuramente non avranno preso molto bene di essere definiti come dei depravati e dei potenziali stupratori. Verrebbe poi da chiederci cosa avrebbe scritto la Innocenzi dopo un bel viaggio negli Stati Uniti, siamo sicuri che non avrebbe visto la povertà, gli homeless o magari gli abusi della polizia nei confronti degli afroamericani, ed è questo che fa quindi dubitare dei suoi giudizi di merito sull’Iran. In ogni caso noi non siamo nessuno per controbattere alla Innocenzi quindi ci limitiamo a postare la risposta data dalla giornalista freelance Tiziana Ciarandini, che a Teheran vive da 12 anni, la quale in una intervista all’Huffington Post ha completamente smentito il racconto fatto dalla rampante conduttrice di Announo

ciavardii

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