Giustizia giusta, arriva l'appoggio di Berlusconi ai RadicaliTribuno del Popolo
martedì , 24 ottobre 2017
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Giustizia giusta, arriva l’appoggio di Berlusconi ai Radicali

Doppia iniziativa radicale, doppia campagna referendaria, “cambiamo noi” e “giustiziagiusta2013”. L’uno appoggiato da Psi e Sel e l’altro dal Pdl. Niente di nuovo.

Fonte: Oltremedianews

Eravamo rimasti all’iniziativa referendaria a marchio Radicali Italiani di “Cambiamonoi.it” insieme al Partito Socialista Italiano di Nencini, Sinistra Ecologia Libertà e Associazione Luca Coscioni ma i quesiti referendari sono dodici e “tutti radicali 100%” come ha definito e sostenuto il tesoriere di Radicali Italiani Michele de Lucia in una lunga intervista a liberi.tv.

Niente di strano, se non il fatto che i radicali sono tornati a proporre quesiti referendari a tutto spiano e, ancora, non c’è niente di strano neanche se gli altri sei referendum, depositati in Cassazione da Marco Pannella, riguardano la giustizia. Fin qui tutto normale, la giustizia è da sempre un tema caro ai radicali: responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere dei magistrati, no all’“abuso della custodia cautelare”, abolizione dell’ergastolo, magistrati fuori ruolo. Questi i quesiti referendari sulla “Giustizia Giusta” presentati dallo storico leader radicale e visibili sul sito www.giustiziagiusta2013.wordpress.com.

Tre mesi di tempo per raccogliere, anche per questi sei quesiti, 500.000 firme. “Temo però – ha affermato tuttavia Marco Pannella nel corso della presentazione dei Referendum – che i partiti politici non appoggeranno facilmente la nostra iniziativa perché continueranno a far solo finta di sostenerci come fanno da 20 anni”. E riguardo al leader del Pdl ha così detto: “Ha fatto un sacco di stupidaggini ma, anche se non faccio il giudice, può darsi che nei suoi confronti ci siano forme di persecuzione. È evidente che siamo di fronte ad uno scontro tra fazioni, ma Berlusconi non è Tortora”. Tutto questo accadeva intorno al 28 maggio.

Succede qualcosa, però, nei giorni tra il 28 maggio e il 7 giugno: il Pdl si schiera apertamente e il 7 giugno sul quotidiano “Libero” compare un articolo di Marco Gorra, ripubblicato per intero dal sito radicale, il cui incipit è molto significativo “Èsacrosanto appoggiare i sei quesiti già depositati dai Radicali. Misure di buon senso”. Arriva, poi, un altro articolo di Enrico Paoli, stavolta, sempre su “Libero” ma il giorno dopo, l’ 8 giugno. Nel corso dell’articolo, Paoli scrive che “nell’uno e nell’altro caso il motore per la raccolta delle firme saranno i Radicali, che potranno contare sul supporto di Libero e sulla struttura organizzativa del Pdl, mobilitata da Silvio Berlusconi”.

In tutto questo, però, iniziano a scatenarsi le reazioni anche dei Radicali Italiani stessi come, già sopracitato, il tesoriere De Lucia che si definisce “incazzato” sul metodo, non sul merito. Il perchè lo spiega lo stesso esponente radicale poco dopo. Sono quesiti referendari radicali tutti e dodici ma “ritengo non decente, non accettabile che il tesoriere e il segretario dei Radicali Italiani scoprano del deposito dei quesiti referendari dal sito internet solo il venerdì sera” (il sito dell’intervista da cui sono prese tali dichiarazioni è lo stesso di prima di liberi.tv, nda) ha detto Michele De Lucia, che ha aggiunto: “Se qualcuno intende questa come una gara a chi ce l’ha più duro, stia attento, finirà per vincere chi ce l’ha più moscio. E se poi i nostri compagni ci correranno dietro col mattarello per menarci, non avranno tutti i torti”.

In una lettera apparsa, in seguito, sul sito formiche.net dello stesso tesoriere di Radicali Italiani – in risposta ad un articolo sull’appoggio del Pdl e di Berlusconi ai referendum sulla giustizia – afferma: “Post scriptum. Sono laico, per cui se Berlusconi vuole dare una mano sui quesiti sulla giustizia è il… bentornato. Con la speranza che non faccia come nel 2000, quando prima sostenne un pacchetto molto simile e poi, a pochi giorni dal voto referendario, invitò – come, peraltro, i Ds – i cittadini a far mancare il quorum astenendosi, con la motivazione che, una volta al governo, ci avrebbe pensato lui(ghe pensi mì)”.

In attesa di un nuovo capitolo della querelle, ciò che colpisce è la convergenza di Pdl e Radicali sui temi della giustizia, una convergenza che a qualcuno potrebbe suonar come una nota stonata visti gli apparentamenti tra Radicali e Partito Democratico degli ultimi anni. Possibile dunque una vicinanza su temi così importanti del partito di Pannella con il Centrodestra? Posssibile. In fondo non ci si dovrebbe stupire neanche più di tanto dell’appoggio berlusconiano ai referendum, d’altronde già prima della data del nuovo Millennio, ricordata dal tesoriere De Lucia, i radicali crearono la lista Pannella-Sgarbi a sostegno del Polo (cfr: Polo delle Libertà). Proprio niente di nuovo.

Marco Piccinelli
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