"Gli Anni spezzati",un altro tentativo di "revisionismo" made in RaiTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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“Gli Anni spezzati”,un altro tentativo di “revisionismo” made in Rai

“Gli Anni spezzati”,un altro tentativo di “revisionismo” made in Rai

A partire da martedì 7 gennaio la Rai trasmetterà la serie “Gli Anni Spezzati”, ovvero una serie di tre fiction sugli anni ’70, un modo per raccontarci gli Anni di Piombo, ma in modo unilaterale e del tutto parziale. L’ennesimo maldestro tentativo di revisionismo mediante fiction-Tv.

Ricordate “Il Cuore nel Pozzo“? Si trattava di una fiction-rai ambientata nel contesto della fine della Seconda Guerra Mondiale, e narrava di un gruppo di bambini in fuga dai partigiani di Tito, ovviamente dipinti come i personaggi più malvagi della terra. Non che nella triste vicenda delle foibe vi sia nulla di bello, tuttavia la fiction offerta in pasto agli italiani ometteva completamente di parlare delle immani atrocità patite dal popolo jugoslavo per colpa del fascismo, l’evento veniva presentato completamente decontestualizzato, e infatti non a caso intorno alla pubblicazione della fiction nacquero feroci e comprensibili polemiche che videro inalberarsi lo stesso governo sloveno. Questo è solamente un esempio, citato per presentare l’altra prodezza Rai, ovvero “Gli Anni Spezzati”, che andranno in onda nella sera di martedì 7 gennaio 2014 per la prima volta. Di che si tratta? In teoria di una bella idea, raccontare gli anni ’70, ovvero degli anni di cui si parla sempre malvolentieri, gli Anni di Piombo, quelli delle stragi di Stato, del terrorismo, degli arresti e degli anarchici che volavano giù dalle finestre. Anni oscuri, anni in cui anche lo Stato recitò un ruolo che ancora oggi non è possibile ricostruire ufficialmente, e già questo dovrebbe fare riflettere. Peccato che il protagonista di questa fiction sia non un personaggio super partes che ci raccontano quello che successe, bensì un commissario di polizia, sì avete capito bene, che interpreta colui che divenne famoso per quello che passò alla storia come il “volo” dell’anarchico Pinelli dal quarto piano del commissariato di Milano dopo che era stato arrestato ingiustamente come colpevole della strage di piazza Fontana. Gli altri protagonisti scelti dalla Rai sono, tanto per far capire, un giudice di estrema destra e il manager di una multinazionale, questo per far capire il taglio che si è voluto dare, un taglio che può anche essere rispettabile ma solo se viene proposto come uno dei punti di vista parziali e non come verità neutrale. Peccato che “Gli Anni Spezzati” verranno mandati in onda in prima serata e in prima Tv senza la contestualizzazione adeguata che la trattazione di temi così scottanti meriterebbe. La deformazione del passato del resto è quello che serve a chi gestisce il presente, solo chi controlla il passato infatti è in grado di controllare il presente in quanto può deformare i fatti e modificare la storia. Come ricordato in un bellissimo articolo di Checchino Antonini su Popoff Globalist, però “ la Storia non si è affatto fermata e da altre zone del mondo genti meno assuefatte della nostra hanno ripreso a dimostrare che il re è nudo e il Dio Mercato non solo ha fallito, ma è il più spietato e sanguinario dei demoni“. Insomma racconteranno la storia d’Italia dalla parte dei vincitori, e lo fanno proprio ora per evitare che qualcuno inizi a farsi troppe domande. Non che non racconteranno una delle verità, ma non è possibile trattare di un periodo così complesso dando voce solo a una delle parti in causa pena il rischio dell’attendibilità storica e della verità. Respingendo ogni tipo di simpatia per il terrorismo di qualsiasi colore, quegli anni vanno raccontati per bene e vanno raccontati tutti, senza omettere oscure responsabilità che forse si ritiene in questo periodo di crisi delle istituzioni sia meglio tacere.

Gracchus Babeuf

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