Gli appetiti degli Usa sull'UcrainaTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Gli appetiti degli Usa sull’Ucraina

Dopo un periodo di esaltazione collettiva ora iniziano un pò tutti ad accorgersi delle ingerenze dell’Occidente in Ucraina. Stiamo parlando di quanto successo in piazza Maidan, un progetto che evidentemente nasconde le mire statunitensi su Kiev per ridimensionare il ruolo della Russia. Si è trattato niente altro che di una immane dimostrazione di potere da parte della Casa Bianca.

C’è davvero qualcuno che ha creduto, anche solo per un attimo, alla favola di Piazza Majdan e dei ragazzi vogliosi di libertà che hanno combattuto sulle barricate contro l’autocrate cattivo? Forse sì, ma col passare dei giorni e delle settimane diventa sempre più difficile sostenere che quella di Kiev sia stata una rivoluzione indipendente, emergono sempre di più le ombre, gravi, dell’ingerenza degli Stati Uniti, il Paese sicuramente più interessato a ingerire negli affari interni dell’Ucraina per arginare il rinnovato ruolo di grande potenza che vorrebbe esercitare Mosca nel XXI secolo. Si è trattata insomma di una rivolta pianificata per mostrare al mondo chi è che comanda davvero, ovvero gli Stati Uniti d’America. Del resto l’amministrazione Obama, se da un lato ha parlato di pace mondiale e di cooperazione pacifica, dall’altra porta avanti una politica di potenza tout court orientata a impedire l’emergere di una nazione in grado di diventare potenza regionale in modo da poter in futuro potenzialmente insidiare il primato degli Usa. In quest’ottica Washington continua a supportare tutti i rivali delle potenze regionali dando loro supporto economico e militare, basti pensare alla cintura di contenimento escogitata dagli Stati Uniti nei confronti della Cina con tanto di armi spedite a Giappone, Australia e Sud Corea. In Europa ovviamente fa paura la Russia, il cui tentativo di tornare a essere una grande potenza fa evidentemente paura a Washington. Putin negli ultimi dieci anni grazie alla presunta “distrazione” della Casa Bianca ha legato il benessere di Mosca all’Europa grazie al gas che viene venduto all’Occidente. Da qui Putin ha deciso di raccogliere la sfida mondiale degli Stati Uniti e di fare i propri interessi in Siria come in Egitto, arrivando persino a concedere asilo a Edwartd Snowden, l’uomo che ha mostrato il vero volto della dominazione americana sui suoi stessi cittadini. In pochi sanno che già a metà del 2013 diversi analisti a stelle e strisce avevano individuato nell’embrionale crisi ucraina la chiave di volta per colpire Putin e la Russia e convincere così Merkel a scegliere la fedeltà atlantica alle alleanze con Mosca. Insomma Obama se la ride nel vedere che stanno tornando le frizioni tra Ue, Germania e Mosca, ma quello che Obama e soci non hanno considerato è che viviamo oggi in un mondo interconnesso e globalizzato dove le bugie hanno, letteralmente, le gambe corte. Così l’atteggiamento degli Usa ad esempio nei confronti della Siria, vedi il tentativo di addossare ad Assad la responsabilità dell’attacco chimico operato invece dai ribelli, potrebbe finire per esaurire il credito degli Stati Uniti nel mondo, mostrandoli in sostanza per quello che sono, ovvero una superpotenza che vuole assoggettare al suo volere il resto del mondo.

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