Gli artigli della Casa Bianca sul VenezuelaTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Gli artigli della Casa Bianca sul Venezuela

Dopo che Obama con un ordine esecutivo ha annunciato sanzioni contro 7 funzionari del governo di Caracas e ha dichiarato il Venezuela una “minaccia per la sicurezza nazionale”, il governo venezuelano si prepara al peggio e Maduro annuncia di essere pronto a recarsi a Washington per sfidare la Casa Bianca.

Proprio così il Venezuela da qualche giorno viene considerato una “minaccia nazionale” da parte della Casa Bianca. La cosa farebbe già ridere di suo dal momento che altri paesi non proprio “democratici”, vedi l’Arabia Saudita ma anche l’Ucraina del nuovo governo ultranazionalista,  intrattengono al contrario con gli Usa ottimi rapporti. Ma il Venezuela ha il torto di possedere immensi giacimenti petroliferi e soprattutto ha il torto di ispirarsi al socialismo bolivariano, alla Rivoluzione Cubana e sandinista e non ultima alla rivoluzione bolivariana cominciata da quell’Hugo Chavez sempre odiato a morte dagli Stati Uniti che arrivarono anche a tentare contro di lui un Golpe nel 2001. Eppure Obama ha seriamente, con un ordine esecutivo, dichiarato il Venezuela una minaccia nazionale, il che secondo molti analisti potrebbe preludere anche a una escalation di tipo militare. A noi questa eventualità, almeno per il momento, sembra improbabile, ci sembra però molto ma molto probabile che la Casa Bianca possa cominciare una destabilizzazione su larga scala del governo bolivariano di Nicolas Maduro, l’uomo erede di Chavez votato in elezioni democratiche dal popolo. Nicolas Maduro comunque ha voluto rispondere per le rime e ha chiesto ufficialmente a Washington di esibire le prove di questa presunta minaccia e lo ha fatto dichiarandosi persino pronto a viaggiare fino a Washington per perorare la propria causa: “Forse potrei presentarmi a Washington a questo evento, mostrare la mia faccia per il mio Paese e spiegare al governo americano che sta facendo un grave errore” [Fonte: Agi.it]. Ma esiste anche chi, come l’avvocatessa e scrittrice Eva Golinger, teme che gli Usa possano ricorrere a un vero e proprio attacco militare. Interrogata da RT, la Golinger ha spiegato che l’ordine esecutivo approvato da Obama è di solito una norma che “si applica in tempo di guerra in difesa della nazione“. Questo vorrebbe dire sostanzialmente che gli Usa vogliano intraprendere “azioni più consistenti contro il Venezuela“, un modo per autogiustificarsi prima di agire contro Caracas sia economicamente che militarmente. A quanti ritengono improbabile un attacco militare l’avvocatessa ha ricordato le azioni militari degli Usa a Panama e Granada.

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