Gli operai votano estrema destra perchè non esiste una vera sinistraTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Gli operai votano estrema destra perchè non esiste una vera sinistra

Dopo l’esito del voto austriaco che ha confermato come la maggioranza degli operai ormai voti, in Austria come nel resto d’Europa, per l’estrema destra, tante “anime belle” secredenti di sinistra si mostrano stupite e sconvolte. Secondo noi invece la questione è più semplice di quel che sembri: gli operai votano estrema destra perchè la sinistra non esiste più e non si vuole occupare di una serie di temi considerati “scomodi”.

In tanti dopo il ballottaggio in Austria che ha visto il candidato dell’estrema destra Norbert Hofer perdere di pochissimo a causa dei voti postali contro il candidato dei Verdi Alexander Van der Ballen, si sono detti sconvolti e spaventati. Purtroppo questo stupore è una spia di qualcosa di drammatico, ovvero della mancanza di comprensione da parte di una certa “secredente” sinistra che le loro proposte politiche sono completamente scollegate dalla realtà e dai bisogni della società. Appare chiaro che le politiche neoliberiste hanno falciato e colpito proprio i ceti più deboli delle società europee e la cosiddetta sinistra ha rinunciato a criticare lo status quo e a proporre qualsiasi alternativa rivoluzionaria, accettando de facto di sancire la propria morte e la propria inutilità. Grottescamente in molti si chiedono quindi come mai gli operai abbiano finito per votare Front National in Francia o Salvini (in alcune regioni) in Italia, oppure ancora Farage in Inghilterra, e si tratta di una domanda sin troppo facile in quanto il motivo di questo scollamento è che la sinistra europea ha deciso di archiviare il marxismo per prendere a modello le “sinistre anglosassoni in salsa americana”, quelle che hanno cestinato le lotte per i diritti sociali in favore di mere rivendicazioni individuali innocue per il potere dominante. Del resto il fatto che una certa “sinistra” appoggi l’Ue per evitare i “populismi” di destra sembra quasi un modo ulteriore per scavare la fossa a qualsiasi alternativa di sinistra e rinsaldare lo status quo. Peraltro non ci vorrebbe nemmeno un genio in questa fase drammatica per rilanciare una sinistra marxista degna di questo nome, ad esempio basterebbe non lasciare all’estrema destra il monopolio alla critica dell’Unione Europea e dell’imperialismo Usa (si avete capito bene, la sinistra europea è diventata filoamericana), basterebbe avere il coraggio di mobilitare cittadini non per rivendicazioni in singoli ambiti ma per mettere in discussione il sistema nel suo complesso. Ma se i leaders della “sinistra europea” pensano che il comunismo sia la stessa cosa del nazismo e ormai ragionano all’interno del capitalismo svolgendo semmai il ruolo di “poliziotto buono”, ha senso continuare a parlare di “sinistra”? Del resto i comunisti e i marxisti ragionano giustamente per lotta di classe e divisione in classi sociali, di conseguenza applicando ancora tale criterio all’Europa di oggi appare molto chiaro come l’estrema destra non spaventi i ceti privilegiati, (non tutti almeno) ma anzi trovi consensi trasversali sia nei potentati sia nel proletariato imbruttito dalla crisi. Nel caso fosse l’estrema sinistra a fomentare le masse pensate davvero che la stampa e la Tv darebbero così spazio ai suoi leader come lo danno a Le Pen, Salvini, Meloni e compagnia bella?

Tribuno del Popolo

 

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