Gli schiavi esistono ancoraTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Gli schiavi esistono ancora

Le conquiste del XX secolo hanno migliorato le condizioni di vita di milioni di persone ma niente è per sempre e purtroppo oggi, in pieno XXI secolo, dobbiamo fare i conti ancora con la schiavitù che qualche illuso pensava si fosse estinta almeno in Occidente. Anzi tale fenomeno sembra essere in continua ascesa, e miete vittime, l’ultima un 47 enne morto in Puglia mentre raccoglieva pomodori.

Sarebbe troppo facile essere retorici canzonando i vari razzisti di casa nostra raccontando la storia del 47 enne sudanese morto mentre raccoglieva pomodori sotto al sole battente di Porto Cesareo. Sarebbe troppo facile e sarebbe anche speculare sulla sua morte, eppure la speranza è che perlomeno serva a sensibilizzare l’intorpidita opinione pubblica sul tema della schiavitù. Nonostante le grandi conquiste del progresso nel XX secolo infatti, il meccanismo sembra essersi inceppato e oggi i diritti umani sono in retromarcia anche in Occidente. Anzi, proprio nell’opulento e progressista Occidente accade che ci sia ancora la schiavitù, e accade senza che nessuno se ne curi in quanto se riguarda gli extracomunitari sembra quasi che sia un qualcosa di lontano e distante, qualcosa di ingiusto ma dopotutto tollerabile pur di mantenere lo status quo. E infatti la morte del 47enne stroncato dal sole non ha interessato proprio nessuno perchè parlarne significherebbe parlare dello schiavismo dato che si tratta di persone che lavorano ore e ore sotto al sole per una manciata di euro. E i politici di casa nostra al posto che indignarsi per questo state di cose preferiscono parlare ai bassi istinti della popolazione per attaccare proprio gli immigrati che vengono accusati di “rubarci il lavoro”. Basta fare un giro sulle pagine dei vari fan della Lega Nord, solo per fare un esempio, e si troveranno decine di utenti che urleranno che ben gli sta, dopotutto poteva andarsene a raccogliere i pomodori in casa propria, e che ci andrebbero loro se potessero a raccogliere i pomodori dato che gli italiani non lavorano. E la politica al posto che esecrare e isolare queste posizioni preferisce gettare benzina sul fuoco per ottenere una manciata di voti. Così il sudanese è morto nel silenzio e nell’indifferenza di una Europa che si crede civile e che invece nasconde il volto abominevole dell’intolleranza, dello schiavismo. Guardiamo le cose come stanno: esistono persone che vivono come schiave e a nessuno importa. Come chiamereste tutto questo? Come si potrebbe altrimenti classificare un sistema economico che non fa che ingenerare ingiustizie, odio, risentimento e differenze sociali?

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