Gli spettri di Nolte si aggirano in EuropaTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Gli spettri di Nolte si aggirano in Europa

E’ morto Ernst Nolte, storico tedesco considerato l’alfiere del revisionismo che sostenne che nazismo e fascismo fossero una sorta di reazione al comunismo sovietico, che veniva evidentemente visto come una minaccia terrificante tale da giustificare l’ascesa di Hitler. Oggi possiamo purtroppo dire che le idee di Nolte sono diventate le idee dominanti in quanto condivise pienamente (anche se non apertamente) dagli Stati Uniti e dal sistema di alleanze da essi creato.

Ernst Nolte è morto all’età di 93 anni e siamo sicuri che saranno in molti a piangerlo. La sua teoria secondo cui il nazismo fosse una reazione alla minaccia “esistenziale” posta dal comunismo ha incontrato nel tempo molti favori, anche se in tanti si vergognano ad ammetterlo. Del resto gli americani non accettarono di essere di manica larga nei confronti di molti nazisti riciclandoli in chiave anticomunista nell’era della Guerra Fredda?

Forse siamo esagerati ma a noi sembra che le idee di Ernst Nolte abbiano vinto su tutto il fronte, non a caso viene propagandata un’idea della Seconds Guerra Mondiale che tende ad associare Urss e nazismo in un’unico contenitore proponendo solo gli americani come gli unici “buoni”, ignorando ad esempio che se non fosse stato per la vittoria dell’Unione Sovietica contro il Terzo Reich, con più di venti milioni di morti peraltro, probabilmente nessuno avrebbe fermato Hitler. Probabilmente senza Stalingrado gli americani non avrebbero nemmeno aperto il fronte in Normandia, e anche questa è storia in quanto è ormai ampiamente provato da documenti desecretati che Stalin prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale aveva provato in tutti i modi a siglare una alleanza in chiave antinazista con francesi e britannici, ma evidentemente questi ultimi pensavano e speravano che Hilter avrebbe rivolto le sue attenzioni proprio contro Mosca, e nicchiarono.

La realtà è che oggi nessuno in Occidente penserebbe anche solo lontanamente a ringraziare l’Urss per la sconfitta del nazismo, anzi, a noi sembra che la fretta con cui si voglia depennare il passato recente tradisca in realtà una certa complicità di una consistente porzione della cultura occidentale con le teorie di Nolte. E’ personale convinzione di chi scrive che Nolte in realtà abbia un fondo di ragione e che la Seconda Guerra Mondiale sia stata l’inizio di una sorta di Guerra Mondiale al comunismo che è continuata ben oltre il 1945 arrivando fino al 1989. Non ci inventiamo certo noi che migliaia di nazisti dopo il 1945 vennero cooptati negli apparati di sicurezza della Nato in chiave anticomunista, così come non ci inventiamo certo noi il fatto che gli americani e gli inglesi in Italia abbiano sostanzialmente impedito una epurazione degli apparati fascisti per evitare di rafforzare troppo i comunisti. Non ci inventiamo noi che gli inglesi massacrarono decine di migliaia di partigiani greci e che gli americani, nemmeno vent’anni dopo, appoggiarono i Colonnelli. Vorremmo anche inventarci le contiguità dell’Occidente con Francisco Franco in Spagna, sempre in nome dell’anticomunismo, al punto che potremmo dire che l’anticomunismo ha unito l’Occidente molto più di qualsiasi altra ideologia.

Nolte dunque con il suo revisionismo forse semplicemente ci dice la verità, ovvero che l’Occidente, badate bene lo stesso Occidente che nel corso del XX secolo ha combattuto con le armi per conservare il colonialismo e il diritto di sfruttare il resto del mondo, ha preferito e probabilmente preferisce il nazismo al comunismo, in quanto è il secondo che rappresenta una sfida mortale per la sopravvivenza del capitalismo, ovvero del diritto a sfruttare il resto del mondo che l’Occidente ritiene un proprio diritto divino.

Per Nolte e molti altri suoi ammiratori il nazismo è stata una reazione alla minaccia esistenziale del comunismo, una ammissione che la dice lunga sul modo di pensare delle classi privilegiate europee che pur di non mettere in discussione il loro privilegio ritengono giusto fomentare populismi di estrema destra volti a schiacciare ogni dissenso in nome della conservazione dello status quo, che poi è anche ciò che rende loro i ricchi e il resto del mondo i poveri. Nolte è morto, ma ogni qual volta intellettualoidi da strapazzo si presenteranno dicendo che il nazismo è la stessa cosa del comunismo non faranno che dargli ragione, confermando che il nazismo e il fascismo non sono corpi estranei ma coerenti sviluppi del capitalismo che, quando non riesce più a contare sul consenso popolare, non esita a utilizzare metodi dittatoriali per confermare se stesso.

Anche perchè il dubbio è che se i nazisti fossero riusciti a sconfiggere l’Unione Sovietica e ad annientare il comunismo probabilmente avrebbero poi firmato una pace con i cosiddetti Alleati, con buona pace dei “democratici” che pensano che dobbiamo la nostra libertà agli angloamericani. Del resto se non ci fosse stata la battaglia di Stalingrado difficilmente il mondo avrebbe pensato di poter sconfiggere il nazismo militarmente, con tutte le conseguenze del caso. Inoltre il nazismo aveva consensi, e non solo in Europa, prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. E non è casuale che faccia comodo a molti non approfondire questo tema scottante…

Tribuno del Popolo

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