Gli Stati Uniti e il "vaso di Pandora" IraqTribuno del Popolo
mercoledì , 26 luglio 2017
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Gli Stati Uniti e il “vaso di Pandora” Iraq

Le recenti violenze che hanno insanguinato l’Iraq sono il coerente risultato delle operazioni condotte dagli Stati Uniti nella regione. Secondo molti analisti ci sarebbe un collegamento tra il caos iracheno degli ultimi giorni e il conflitto siriano. Ancora una volta le responsabilità maggiori sarebbero dell’Occidente. 

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Le autobombe che nei giorni scorsi hanno seminato morte e distruzione in Iraq rappresenterebbero un chiaro collegamento con quanto sta accadendo in Siria, e il numero di morti purtroppo sembra essere destinato ad aumentare fin quando gli estremisti islamici giocheranno sull’instabilità della regione. Questo almeno è il pensiero di diversi analisti come Chris Bambery che ha focalizzato la sua attenzione sulla situazione irachena parlando ai microfoni di RT.com. Il timore vero è che la guerra siriana finisca in un modo o nell’altro per espandersi anche in Iraq, dove esiste una situazione politica frammentata e una contrapposizione latente tra sunniti e sciiti. Circa dieci anni dopo la caduta di Saddam Hussein, personalità controversa e rimpianta da molti, l’Iraq si trova ancora diviso tra Sciiti, Sunniti e Curdi, e senza la possibilità di suddividere risorse e potere ecco che l’unica soluzione per decidere i rapporti di forza sembra essere la violenza. Del resto furono proprio gli Stati Uniti a dividere l’Iraq in tre parti al momento dell’occupazione militare, e quindi ciò ha contribuito alla formazione di piccoli stati nello Stato ovviamente suddivisi per caratteristiche etniche e confessionali. Inutile dire che il vicino conflitto siriano c’entra eccome dal momento che nella vicina Siria i sunniti combattono contro il presidente Assad. In Libano al contrario le milizie sciite di Hezbollah hanno preso le armi assieme all’esercito siriano contro i sunniti. Secondo le Nazioni Unite solo nel mese di aprile in Iraq sarebbero morte 700 persone, un numero che sembra destinato a crescere dal momento che esistono elementi per pensare a un’alleanza di elementi di Al Qaeda in Siria e in Iraq che sono coinvolti nel fomentare violenze settarie in entrambi i Paesi. In tutto questo resta sullo sfondo la questione curda, con le milizie del Pkk che dopo aver siglato uno storico accordo con Ankara hanno sconfinato proprio nel nord dell’Iraq. In molti credono che possa essere realistico che i curdi dell’Iraq possano puntare proprio a una secessione del Nord dal resto del Paese, anche se questa decisione porterebbe probabilmente a violenze ulteriori.

L’Iraq comunque è stato un paese unito per lungo tempo, e oggi l’aver escluso i sunniti dalla gestione dei campi petroliferi sarebbe stata una delle motivazioni dell’esplosione del conflitto settario. Ma a rendere complicata la situazione è l’alleanza stipulata tra i membri di Al Qaeda in Siria e i salafiti sunniti in Iraq che si sono uniti cominciando a mettere a ferro e fuoco il Paese. Ormai infatti in Iraq non si combatte più per una divisione più intelligente del potere, si combatte sempre più per motivi settari e confessionali, e di questo bisogna incolpare ancora una volta gli Stati Uniti, i veri responsabili della situazione di anarchia a Baghdad. Sono stati gli americani infatti a concedere l’indipendenza ai curdi nel nord del Paese perchè erano alleati naturali contro il regime di Saddam, e ora hanno aperto un vero e proprio vaso di Pandora, innestando violenze settarie senza fine, e tutto questo per una bugia, quella raccontata da Bush al mondo nel 2003, ovvero che l’Iraq possedesse armi di distruzione di massa. Il confine aperto tra Iraq e Siria fà il resto, rischiando di contribuire all’espandersi del conflitto lungo i due paesi. Sono moltissimi i rifugiati siriani fuggiti in Iraq, e ora le bande islamiche radicali dei due paesi sembrano aver stretto una pericolosa alleanza. Sono moltissimi gli iracheni che combattono per l’Esercito Libero Siriano in Siria, e la guerra siriana sembra ormai prossima a far precipitare anche Iraq e Libano nel caos.

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