Gli Stati Uniti non sono l'America, ma solo una parte di essaTribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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Gli Stati Uniti non sono l’America, ma solo una parte di essa

Il recente vertice di Panama era titolato “Cumbre de las Americas”( al plurale), eppure abbiamo udito e/o letto alcuni commenti nei quali, per inveterata cattiva abitudine, gli Usa sono stati identificati con il continente America.

Può sembrare una leggerezza, un’inesattezza di poco conto, ma credo che così non sia poiché – quasi sempre- denota una visione subalterna della storia e della geografia le quali insegnano che di Americhe ve ne sono tre: del Nord, del Centro e del Sud.

Un’ovvietà, che però stenta a entrare nella testa di alcuni giornalisti, uomini politici, ministri e commentatori blasonati.

Addirittura, “Radio 24” ospita una rubrica chiamata “America, America”, una sorta d’invocazione quotidiana, che informa sulla realtà e sulle magnifiche sorti degli Usa, acronimo di Stati Uniti d’America che si consiglia di declinare per esteso per non confonderli con i confinanti Stati Uniti del Messico. Insomma, errori grossolani che alle elementari sarebbero segnati col rosso.

Ma si tratta di un errore di geografia o c’è dell’altro?

Cercheremo di scoprirlo nel seguito.

Intanto, rileviamo che è inaccettabile, o se si vuole poco professionale, che qualificati giornalisti, anche delle più influenti Tv, statisti e personalità importanti della politica usino il termine  “America” per indicare gli Usa i quali, per quanto importante sia il loro ruolo nel mondo, sono soltanto uno dei 33 Paesi sovrani in cui si suddivide il continente americano.

Da notare che tale errore o scorrettezza non si riscontra negli atti ufficiali e, generalmente, nemmeno nelle dichiarazioni dei presidenti Usa, per non offendere la dignità politica ed etnica degli altri 32 Stati che, con gli Usa, fanno parte di diverse organizzazioni panamericane, fra cui l’Osa.

Con tale sottolineatura non si desidera drammatizzare la questione- a tutti può scappare la parolina- ma solo rilevare che taluni, persistendo nell’errore, stanno giocando a chi è più realista del re.

Un gioco abbastanza diffuso nel mondo, in tempi di “pensiero unico”.

Infatti, non si tratta di un errore geografico ma politico, commesso non per ignoranza (che sarebbe un’attenuante), ma per piaggeria (che è un’aggravante) verso il paese più potente del mondo e i suoi governanti che, fino ad oggi, hanno interpretato questo ruolo in chiave imperiale, considerando il resto delle Americhe come dipendenze esotiche da sfruttare e dominare anche col tallone di ferro di sanguinose dittature.

A chi, come la piccola Cuba, ha avuto l’ardire di ricercare una via autonoma e sovrana si è risposto con un blocco economico totale, spietato che dura, inutilmente, da oltre mezzo secolo.

Forse, Obama si sarà reso conto (o Qualcuno glielo avrà suggerito) che il blocco non paga o che, comunque, non è servito ad abbattere il regime castrista il quale, nonostante gli errori commessi, è ancora in sella, legittimato a trattare con gli Usa sulla base dei principi di pari dignità e sovranità, come ci è parso di cogliere dallo “storico “ incontro di Panama fra i presidenti degli Usa e di Cuba.

Una presa d’atto o una svolta politica? Vedremo. Anche se mentre si apre a Cuba si chiude col Venezuela, paese ricchissimo di petrolio (con le attuali riserve può produrre per 300 anni) contro il quale Obama ha decretato severe sanzioni per presunta, assurda minaccia alla sicurezza degli Usa.

Una favola a cui nessuno può credere e che rischia di offuscare la sincerità del ravvedimento su Cuba.

Ma torniamo al tema iniziale: America o Americhe?

Per evitare confusioni e tante brutte figure, meglio sarebbe chiamare gli Stati, come si fa con le persone ossia col loro nome ufficiale, di battesimo. Anche per evitare agli spiriti proni di continuare a inchinarsi di fronte al trono, più di quanto non richieda il cerimoniale.

A ben pensarci, gli Usa sono l’unico paese al mondo a non avere un nome proprio che li caratterizzi in base al dato etnico e territoriale. Esempio: l’Italia si chiama così perché abitata da italiani, la Cina da cinesi, il Cile da cileni, ecc. Per evitare equivoci, forse, gli abitanti di questa grande fascia fra il Canada e il Messico dovrebbero ri-battezzarsi, darsi un nome più appropiato.

In ogni caso, a loro non può essere attribuita la qualifica totalizzante di “americani” perché il loro Paese non rappresenta l’intero continente. Dettagli, si potrà dire, ma l’errore andrebbe corretto.

  Agostino Spataro 

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