Gli "Untori dell'Odio"Tribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Gli “Untori dell’Odio”

Gli “Untori dell’Odio”

Andrea:

Abbiamo raccolto i pensieri “a caldo” di N°9, italiana emigrata in Belgio alla ricerca di un lavoro, che esprimono l’inquetudine e la paura di molti di noi di trovarsi coinvolti in una follia in cui non ci riconosciamo. Nelle guerre moderne la “proporzione” tra vittime civili e militari è “sproporzionatamente” a danno degli innocenti. I media sono nutriti da informazioni preconfezionate che fagocitano senza neppure controllarne la veridicità, oppure sono sempre alla ricerca del “sensazionalismo”. Non amo i metodi del terrorismo, non amo nemmeno chi “tira la pietra e nasconde la mano”. Sono soprattutto convinto che nessuno di noi ami farsi prendere in giro e che nessuno voglia che paghino sempre gli innocenti per le colpe di altri.

N°9:

L’umanità mi spaventa. Troppo fragile, troppo incline al terrore, alla suggestione, troppo propensa a farsi guidare da folli idee criminali senza rendersene conto. Sono passati due giorni dalla strage Parigi, un massacro in cui, secondo me, anche la Francia ha parecchie responsabilità da assumersi a causa della spregiudicatezza delle sue azioni in campo internazionale.

La notte precedente 43 persone a Beirut sono morte, ma le notizie sono veramente scarse. Apprendo che il popolo libanese non ha potuto cambiare l’immagine del profilo fb usando la propria bandiera, come è stato concesso al mondo intero con il tricolore francese.

La livella in cui Totò sperava, non esiste. I morti hanno diversa importanza, le lacrime dell’Occidente sono finite ormai, tutte infiltratesi nel sottosuolo parigino insieme alle vecchie ossa delle fosse comuni. L’Occidente ha pianto troppo per poterlo fare ancora, per poterlo fare ogni giorno, dimenticandosi il luogo da cui proviene chi ha il diritto di essere pianto. E’ una questione di rispetto dell’unica razza che popola la terra, quella umana. Come “predicava” Einstein.

E’ da ieri che la polizia va in giro a sirene spiegate, freneticamente, le retate non si arrestano. I quartieri di Molenbeek, il comune con la maggior concentrazione di islamici è nel mirino delle “forze di sicurezza”, la tensione e la paura crescono a dismisura.

Come dopo il giorno in cui tutti erano Charlie, nonostante la  gran parte di essi non  conoscesse nemmeno il giornale, anche in questo caso si segue la pista belga. Si dice che alcuni dei sospettati provengano da quel quartiere, ci sono arresti e operazioni in corso. Si dice che, come in tutti gli altri attacchi (Madrid, Parigi e Bruxelles) dei terroristi fossero noti alle forze di sicurezza. Strano!

 C’è stato un allarme bomba all’Ikea di Anderlecht sabato e qualche ora fa, le Soir (una delle principali testate belghe) riporta la notizia di un nuovo allarme: “Quartier loi : il s’agit d’une alerte à la bombe au croisement de la rue Joseph II et la rue des Deux Eglises. C’est une voiture immatriculée en France qui contient une valise suspecte, qui est en cause. La rue Joseph II est fermée depuis 10h30 jusqu’à la chaussée d’Etterbeek. Il a été demandé aux personnes dans les immeubles de la rue de ne pas sortir. Après les premières observations, les passants ont été invités à s’écarter davantage. Les policiers sont répartis le long du périmètre. Les démineurs sont sur place, les opérations sont en cours. Deux déflagrations ont été entendues peu avant midi”.

Veduta del quartiere europeo di Bruxelles

Veduta del quartiere europeo di Bruxelles

Continuo a sentire le sirene della polizia. Avverto il terrore, la paura, il sospetto. Siamo esperimenti chimici, alcuni mal riusciti. Quello che proviamo infesta l’aria come un’inguaribile pestilenza, i “monatti” della comunicazione sono pronti a imbottigliare la nostra comoda ignoranza per offrircela poi sotto forma di elisir di consapevolezza a prezzo maggiorato. L’aria odora di paura, sento le ossa incrinarsi, le sento schiacciate sotto il peso dell’impossibilità di vedere chiaramente le cose.

A conferma di ciò: allarme antrace, sempre nello stesso quartiere, proprio come dopo l’11 settembre, per alimentare l’odio contro un nemico artificiale. Ovviamente anni dopo emerse che non erano stati gli “islamisti”, bensì: un americano bianco, anglosassone e protestante.  Guarda caso morto suicida.

I quartieri residenziali di Etterbeek

I quartieri residenziali di Etterbeek

 

E’ questa la paura, non poter vedere, non poter sapere. Discorsi politici ce ne sarebbero da fare, discorsi impopolari anche. La risonanza mediatica di alcuni eventi è raccapricciante, leggo post di persone che conosco bene che fino a tre giorni fa, non sapevano nemmeno chi fossero i terroristi di Boko Haram, ignoravano il nome della capitale del Kenya, si beavano nella loro ignoranza, adesso bombardano le bacheche dei loro amici virtuali con continui articoletti riguardo stragi verificatesi mesi fa a dimostrazione del fatto che pubblichino cose senza nemmeno leggerle o verificare la veridicità delle fonti.

Il mondo si sente in dovere di informarsi davanti a delle morti così ingiuste, a delle morti bianche, non perché avvenute sul lavoro cadendo da un’impalcatura, ma per l’appartenenza al genere caucasico. è sempre orribile che siano stati uccisi dei civili, siano essi europei o meno.

Questa è la vera barbarie, muoiono quasi solo gli innocenti!

E così ci si dimentica che la Francia, come altre potenze europee è in prima linea nella guerra in Mali, in Siria, In Iraq, ma credo, nella mia “ottica complottista”, che la verità sia molto più complicata. Erdogan ha bisogno dell’appoggio dell’Europa per bombardare i curdi, l’unica minoranza che sta effettivamente combattendo contro l’esercito estremista islamico. Da oggi, la Francia ha potenziato la pioggia di fuoco, distruggendo obiettivi del califfato ufficialmente, prima no. Perchè?

Si ha paura per se stessi, io ho paura non per i corpi delle persone, ma per le loro menti. Intorpidite dal crampo della religione, dalla convinzione che basti essere nati in un Paese fuori dalla giurisdizione della “civiltà” per diventare reietti, da quello che gli occhi vedono senza guardare, dall’odio osmotico. Il delirio di chi inneggia alle indicibili frasi naziste della Fallaci.

Le sue opere, per chi le ha lette, sono un concentrato di xenofobia e irragionevole disprezzo criminale contro la cultura e la società islamica. Anche Tiziano Terzani rimase allibito da tale violenza.  La storica firma del Corriere, già in una sua lettera intitolata “Il Sultano e San Francesco” dell’ottobre 2001, sosteneva che:  “”rabbia e odio” non ci aiuteranno a sconfiggere il terrorismo”.

Ma chi non agisce, non è perseguibile. Dipende però da quello che dice. Erri De Luca, ha dovuto pagare per la sua posizione considerata da molti politica, io la considero solo una posizione ragionevole da essere umano che possiede logica e raziocinio. Esiste ancora il reato di apologia del fascismo, ma ormai non si applica più, e ormai Oriana Fallaci è morta ma le sue parole sono stampate in eterno nella bile dei “vigliacchi”.

Io però ho paura che, la gente non voglia sapere, non voglia capire, perché è più facile cedere all’irragionevolezza che vivere nella cauta e paziente ricerca di ciò che più si avvicina a ciò che si può chiamare realtà dei fatti.

Mi si è stretto lo stomaco.

Scritto da N.9 con la collaborazione di Andrea Stratta

Fotografie: Andrea Stratta

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