Gli untori d'Italia e la xenofobia indottaTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Gli untori d’Italia e la xenofobia indotta

Zingari, stranieri, extracomunitari, parassiti, è questo il repertorio di vocaboli dell’orrore utilizzato dai mercanti di odio politico che si nutrono della paura e dei bassi istinti per raccattare voti a buon mercato (ogni riferimento alla Lega Nord non è puramente casuale). Peccato che poi, spesso e volentieri, si tratti di un odio indotto e costruito, magari messo in scena come in un teatro. E’ quanto ha scoperto Striscia la Notizia sul giornalista Fulvio Benelli, licenziato in tronco da Mediaset per aver realizzato servizi inventati. Ma intanto gli xenofobi nostrani abboccano…

Si chiama Fulvio Benelli il giornalista che è stato licenziato su due piedi da tutti i programmi con cui collabora per aver realizzato dei servizi falsi. Una accusa molto grave che è stata formulata dopo che Striscia la Notizia lo ha scoperto ad aver pagato una persona per interpretare dei ruoli adatti alle storie da lui inventate. Già Servizio Pubblico qualche giorno fa aveva smascherato la truffa dietro il video della ragazzina rom che sarebbe stata pagata da una giornalista di Mattino 5 per inventare furti ai danni di vecchine italiane e altri cittadini. Ovviamente tutti i giornali hanno riportato il video iniziale mentre la smentita non ha avuto lo stesso spazio, di conseguenza il messaggio è comunque passato, l’ennesimo regalo a Matteo Salvini e agli altri venditori di odio politico di professione, gente che si nutre di paura, pregiudizi e xenofobia, sempre alla disperata ricerca della paura da cavalcare per ottenere facili consensi. Un senso comune che ci appare sempre più indotto dai media che martellano quotidianamente con video volti a ingigantire il problema della microcriminalità e a far passare l’idea dello “stato di assedio”. Peccato che spesso e volentieri alla base di questi servizi shock che scatenano la rabbia popolare ci siano dei veri e propri attori. Ne sa qualcosa Fulvio Benelli che è arrivato a pagare un attore per interpretare dei ruoli nei suoi servizi. In un primo caso pagò 300 euro (fonte Fatto Quotidiano) per  un “rom truffatore di italiani“, la seconda volta 20 euro per ottenere un “musulmano estremista”, due ruoli commissionati nel vero senso della parola per due servizi su rete 4: “Quinta Colonna” e “Dalla vostra parte” di Paolo Del Debbio. A scoprire la truffa ci ha pensato Moreno Morello di Striscia che ha pensato bene di intervistare l’attore utilizzato da Benelli nei due servizi che ha ammesso candidamente di aver recitato su compenso. A scusarsi e ad annunciare il licenziamento del truffatore ci hanno pensato direttamente Claudio Brachino, direttore di Videonews, e Mario Giordano, direttore del Tg4, rispettivamente i responsabili di Quinta Colonna e Dalla vostra parte: “Da oggi abbiamo interrotto ogni rapporto professionale con Benelli. Valuteremo le opportune iniziative legali nei confronti del giornalista responsabile dei due servizi ‘Truffatore rom: così rubo le macchine agli italiani’ (andato in onda su Quinta colonna il 27 aprile 2015) e ‘Sono d’accordo se fanno lo sterminio’ (3 aprile 2015 su Dalla vostra parte). Insomma tante scuse e costernazione ma intanto il danno è fatto. Intanto centinaia di italiani hanno visto questi due servizi indignandosi e magari invocando pogrom e campi di concentramento, ma sulla base di colossali bugie. Lo schema è sempre quello: viene preso qualcosa che viene considerato credibile e verosimile da parte del senso comune, a sua volta indotto da anni di servizi con un certo taglio da parte degli organi di informazione, e vengono poi confezionati servizi verosimili ma appunto non veri da offrire in pasto all’opinione pubblica per farla indignare e fare salire l’audience. Poi arrivano gli sciacalli di professione come Salvini e soci a gettare benzina sul fuoco e a invocare ruspe e quant’altro mentre i problemi veri del Paese rimangono sullo sfondo. Se non altro possiamo almeno rallegrarci che dentro Mediaset esista anche una parte per certi versi sana che è stata in grado di smascherare la truffa, peccato che il danno mediatico sia già stato fatto e che in pochi riescano a comprendere adeguatamente quanto possa essere grave e pericoloso giocare con la rabbia dei cittadini in un momento di crisi e di disperazione.

Gb

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