Gli uomini integri hanno detto "no"Tribuno del Popolo
sabato , 16 dicembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Burkina Faso. Gli uomini integri hanno detto “no”

Incredibile ma vero, per una volta la classica storia Africana non si è avverata, il putsch dei militarI dell’altra settimana è terminato con una decina di morti. Mercoledì 23 settembre I burkinabè sono tornati a sognare le loro prime elezioni libere, I golpisti si sono arresi all’evidente volontà di democrazia del popolo.

Dopo un incontro con i presidenti del Benin e Nigeria: Boni Yayi  Mahamdou Issoufou, il generale golpista Diendéré ha espresso il suo rammarico alla stampa, affermando in particolare che “il più grande errore è stato il colpo di stato.”.

La mediazione dei paesi dell’ECOWAS ha fatto storcere il naso ha tutti nel paese, volevano sistemare le cose con una sorta di restaurazione, permettere ai golpisti di poter creare il loro partito significava brogli elettorali e regalare a un nuovo dittatore militare il potere. Ecowas come l’Onu, ancora una volta ha dimostrato l’inutilità di questi organi che non sono ideonei alla diplomazia, perchè guardano sempre i loro interessi e non ascoltano il popolo.

In questo momento la capitale Ouagadougou è ancora assediata dal terzo attore che è entrato in scena pochi giorni fa: l’esercito lealista che nei giorni scorsi si è radunato in città con tutte le sue forze per chiedere la fine del golpe e il ritiro del Reggimento di sicurezza presidenziale, corpo d’élite e meglio armato.

Spesso capita che nei paesi africani l’esercito sia gestito per clan e non è un corpo unico come succede in occidente. Nel paese degli uomini integri, per la seconda volta in un anno, l’esercito lealista si è posto al fianco del suo popolo, difendendolo.

Il leader dei golpisti ha assicurato che si atterrà alle decisioni dei mediatori e non dell’esercito, con gli accordi con l’Ecowas possono assicurarsi l’indulgenza di politici che appaiono più come marionette della Francia che veri politici, e i francesi hanno tutti i motivi per cercare di creare un partito di opposizione contro i nascenti partiti di matrice di sinistra che sono nati nell’ ultimo anno in ricordo di Thomas Sankara. Come Nonostante la liberazione del primo ministro Isaac Zida e del presidente di transizione, Michael Kafando,i golpisti continuano a chiede che l’esercito si ritiri dalla capitale.

Si è quindi creato un braccio di ferro tra i lealisti affiancati dalla popolazione e la guardia presidenziale sostenuta per ora dall’Ecowas. L’accordo sul tavolo della diplomazia prevede l’amnistia per i golpisti, il ritorno delle autorità di transizione al potere e il reintegro del partito dell’ex dittatore Comporè.che il Consiglio nazionale di transizione, in Parlamento, aveva votato per l’ineleggibilità.

La sommossa popolare era nata proprio per impedire la restaurazione del vecchio sistema politico, il bisogno di libertà e di democrazia ormai non è solo più un diritto per il popolo burkinabè, ma un proprio dovere,. L’alternativa paventata dall’Ecowas rischia di portare il caos e solo l’ingresso in scensa dell’esercito, per ora, sta impedendo ce la situazione possa degenerare.

Il colpo di Stato è finito, ma la lotta per la democrazia non è ancora finita, ma per una volta i militari si sono messi al fianco del popolo per proteggerlo e forse questo in futuro, potrà essere il simbolo che i tempi stanno cambiando e che il tempo delle dittature poste dall’occidente sta per terminare. Questa per ora è solo una speranza, mentre si attende che i golpisti gettino finalmente le armi.

Marco Napoli fotoreporter della Eikòn associazione.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top