Gli Usa alla "cyber war" con Twitter contro CubaTribuno del Popolo
venerdì , 15 dicembre 2017
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Gli Usa alla “cyber war” con Twitter contro Cuba

Secondo la Associated Press gli Usa avrebbero messo in campo una strategia per destabilizzare il governo di Cuba grazie a un progetto Twitter chiamato ZunZuneo costruito apposta per Cuba con l’obiettivo di scatenare una “Primavera Cubana”. Una ennesima figuraccia per Washington, da sempre attiva nel destabilizzare i paesi considerati scomodi. 

La notizia è tanto ghiotta quanto poco sorprendente: gli Stati Uniti avrebbero escogitato un ennesimo piano per destabilizzare il governo di Cuba. Ovviamente, è inutile ricordarlo, gli Stati Uniti continuano a mantenere un embargo immorale e spietato nei confronti dell’isola socialista, un embargo che viene, in tutto il mondo, supportato solo più dalla Casa Bianca e da Tel Aviv. Non solo, gli Stati Uniti da decenni continuano disperatamente a cercare di ingerire negli affari interni dell’isola caraibica, al punto che ormai notizie come quella che stiamo per raccontare non sorprendono più nessuno. Secondo la Associated Press, agenzia americana, l’amministrazione Usa avrebbe escogitato un programma Twitter apposito per Cuba chiamato ZunZuneo. Si tratta di un vero e proprio programma pensato per aggirare il controllo su internet del governo e organizzare proteste di piazza a L’Avana ovviamente contro il governo rivoluzionario. Il progetto è cominciato nel 2010 raccogliendo circa 40.000 utenti, quasi tutti giovani, che hanno cominciato a comunicare grazie a un sistema che metteva in condivisione gli sms dei cubani. Dal punto di vista meramente teorico ZunZuneo è nato solo per condividere svaghi, giochi, sport, ma è chiaro che la Casa Bianca lo ha escogitato anche e soprattutto per parlare di politica. Nel 2010 infatti a Cuba venne arrestato un contractor statunitense, Philip Gross, accusato di attività sovversive per conto di Usaid, con il chiaro intento di espandere l’uso di Internet a Cuba. E guardacaso la data del suo arresto è stata la stessa del lancio di ZunZuneo. Il governo cubano, scoperto l’inganno, ha provveduto a chiudere il sistema nel 2012, e infatti ora ben si capisce la frecciata lanciata da Raul Castro il 1° gennaio, in occasione del 55°anniversario della Rivoluzione, quando denunciò “i tentativi di introdurre sottilmente piattaforme di pensiero neoliberale e di restaurazione del capitalismo neocoloniale a Cuba” (Fonte PrensaLatina). Secondo quanto riporta l’Associated Press, e basandosi su documenti riservati di cui è venuta in possesso, il progetto sarebbe stato finanziato dagli Stati Uniti per fini politici, per lanciare e far condividere messaggi contro il governo cubano e fomentare la ribellione. Insomma si tratta di una vera e propria “cyber war” orchestrata dagli Stati Uniti ai danni di uno Stato sovrano, che peraltro non ha mai foraggiato terrorismo nè commesso atti di aggressione nei confronti di altri paesi. Si tratta di un investimento da circa un milione e mezzo di dollari che, ufficialmente, erano destinati a un “progetto umanitario” in Pakistan. Secondo l’Ap, la mente del progetto sarebbe la U.S. Agency for International Development (USaid), l’agenzia del governo americano per lo sviluppo internazionale, tristemente nota per aver da sempre creato teste di ponte nei paesi da destabilizzare. Il piano era stato elaborato nei minimi dettagli con l’USaid che ha legato ZunZuneo a compagnie con sede legale in Spagna, eliminando così legami diretti con Washington. Non solo, sembra che anche i dirigenti di ZunZuneo fossero stati tenuti all’oscuro di tutto, mentre nel frattempo gli agenti americani avrebbero raccolto senza alcuna autorizzazione qualcosa come mezzo milione di numeri di telefono di cittadini cubani, raccogliendo informazioni su simpatie politiche e gusti. I server sono stati ospitati tra Nicaragua, Isole Cayman, Irlanda, Regno Unito e Spagna, e non si sa ancora se fossero a conoscenza della presenza degli americani. Peccato che l’uso di server in territorio europeo potrebbe costituire una violazione della legge sulla protezione dei dati, almeno stando a quanto dichiarato dagli esperti legali della Ap. 

Insomma l’ennesima figuraccia per gli Stati Uniti che dovranno ora giustificare anche questa ultima trovata dopo il crollo di credibilità internazionale dovuto allo scandalo del Datagate. Ancor più che per questo tipo di operazioni la legge USA, almeno in teoria, avrebbe bisogno dell’avallo del Presidente. Il portavoce della Casa Bianca Jay Carney, in una conferenza stampa, ha definito invece con una faccia tosta non indifferente ZunZuneo “solo un programma di sviluppo come tanti altri“. Intanto però l’azione della Associated Press ha fortunatamente svegliato diverse coscienze. Solo per fare un esempio la società AT&T ha sbloccato negli Stati Uniti l’accesso in internet a tutte le pagine informative di Cuba, e secondo il giornalista Edmundo Garcia la società americana avrebbe smesso di censurare tutti i clienti che visitano il sito digitale con il dominio .cu, fatto che invece avveniva fino alla settimana scorsa, segno della censura capillare messa in atto dalla Casa Bianca contro Cuba.  Il 28 marzo scorso proprio Garcia aveva denunciato che il gigante delle telecomunicazioni statunitensi ostacolava l’accesso in internet ai siti alternativi di notizie Cubadebate e Cubasì, per cui aveva consigliato ai suoi clienti di cambiare ad altre compagnie come Comcast, Verizon o T-Mobile. Grazie a migliaia di denunce di cittadini, sia cubani che stranieri, la questione è diventata di dominio pubblico. Peraltro l’azione di censura di AT&T è illegale in quanto va contro il I Emendamento della Costituzione Usa. Sarebbe divertente sull’argomento sentire un parere di John Kerry e Barack Obama dal momento che i due si sono scagliati contro i “dittatori” di mezzo mondo forse dimenticandosi di come si comportano, fattivamente, gli Stati Uniti d’America. 

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