Gli Usa bombardano l'esercito siriano assediato dall'IsisTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Gli Usa bombardano l’esercito siriano assediato dall’Isis

Crisi gravissima in Siria dove le forze aeree della coalizione Usa hanno bombardato “per errore” una base dell’esercito siriano a Dayr az Zor uccidendo 63 militari siriani. Grave la reazione di Mosca che ha accusato Washington di difendere apertamente l’Isis, e a questo punto è davvero difficile non crederci. 

A  Dayr az Zor nel nord-est della Siria i soldati siriani resistono da anni agli attacchi terroristici dell’Isis, proteggendo materialmente migliaia di civili che senza la loro presenza verrebbero probabilmente massacrati o schiavizzati dall’Isis. Fino a oggi la famosa coalizione a guida Usa contro l’Isis non ha fatto assolutamente nulla per fermare lo Stato Islamico in Siria, basti pensare a quando l’Isis puntava su Palmira e nessuno della coalizione mosse un muscolo anche solo per ostacolare i terroristi. Ora invece aerei della coalizione hanno colpito direttamente una base dell’esercito di Damasco e hanno ucciso almeno 63 soldati , un atto di guerra gravissimo, deliberato e che ha favorito sul campo direttamente l’Isis che guardacaso ha subito lanciato un attacco come se fosse in qualche modo coordinato con l’attacco aereo americano.

Dopo la denuncia immediata di Damasco gli americani hanno ammesso di aver colpito “in modo non intenzionale” una base governativa nell’est del Paese, ma quello che non convince è il tempismo, e infatti Siria e Russia non credono assolutamente alle buone intenzioni americane, e come potrebbero? Durissima la reazione della Russia affidata alla portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, riportata dalla Tass: “Se prima nutrivamo sospetti che tutto questo era per difendere Jebhat al-Nusra, adesso, dopo i raid aerei sull’esercito siriano, siamo giunti alla spaventosa conclusione che la Casa Bianca difende l’Isis“.

In risposta a questo atto gravissimo la Russia ha richiesto immediatamente la riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che si è tenuto nella notte per discutere degli attacchi americani contro l’esercito siriano. Washington con la consueta arroganza ha risposto invece che quelli russi sarebbero solamente stratagemmi e manovre diversive, parola di Samantha Power, ambasciatrice americana alla Nazioni Unite, che evidentemente non sembra rendersi conto della gravità di quanto successo in Siria. Ma a Mosca hanno detto chiaramente di ritenere “intenzionale” l’attacco americano, ed è davvero difficile pensare il contrario. Insomma dopo cinque anni di guerra il Re è nudo: la coalizione Usa ha dimostrato di entrare in azione non tanto contro l’Isis quanto piuttosto contro Damasco, e quanti accusavano chi lo dichiarava da tempo di essere dei complottisti dovrebbero presentare le loro scuse ufficiali.

Le scuse ufficiali dovrebbero presentarle anche i media, e lo farebbero certamente se fossero liberi e invece, minimizzando e non mettendo in prima pagina questa notizia gravissima, dimostrano ancora una volta di non esserlo e di essere parte in causa in un conflitto internazionale che non sembra trovare fine. Un episodio gravissimo che mostra ormai in modo netto e chiaro come la Casa Bianca non si faccia scrupoli ad agire per difendere i propri interessi economici nella totale indifferenza della popolazione civile. De facto comunque gli Usa hanno violato la sovranità siriana e commesso un atto di guerra, l’ennesimo, favorendo sul terreno lo Stato Islamico. Ciascuno tragga da solo le debite conseguenze.

Tribuno del Popolo

 

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