Gli Usa e l'arte di avere ragioneTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Gli Usa e l’arte di avere ragione

Chiunque, a qualsiasi livello e in qualsiasi ambito, osi mettere in discussione le verità veicolate dagli Stati Uniti finisce per essere considerato un “populista”, un “dittatore”, un “paria” o un personaggio pittoresco e scollegato dalla realtà. I media rappresentano in questo senso il mezzo più potente con cui gli Usa perpetuano la propria egemonia. 

La storia come si sa la fanno i vincitori. Questa semplice affermazione dovrebbe bastare di suo a gettare nuova luce sulla comprensione del mondo che ci circonda, un mondo che in tanti accettano in modo acritico come il migliore dei mondi possibili, accettando quella che possiamo chiamare una “ipnosi di massa”. Chi infatti osa mettere in discussione la visione del mondo made in Usa, che come tale è appunto una visione del tutto parziale, finisce per essere messo ai margini e considerato una sorta di personaggio pittoresco e caricaturale. In qualsiasi ambito gli Usa hanno tendenzialmente sempre ragione, che si tratta di fare la guerra al terrorismo o di proporre soluzioni globali a problemi globali ci penseranno i media a dipingere tutto quello che viene dall’altra sponda dell’Atlantico come positivo. Viceversa tutto quello che viene dall’Europa o da altre parti del mondo viene sottoposto a una feroce critica e al vaglio di analisi approfondite in modo da trovare ogni singola contraddizione che viene poi utilizzata per screditare l’affermazione nel suo complesso. In questo senso c’è tutta una corte di giocolieri, intellettuali da strapazzo, soubrette, inviati onnipresenti dall’America, scrittori e blogger che non aspetta altro di esaltare ogni singola notizia proveniente dagli Stati Uniti, con l’obiettivo dichiarato di costruire impalcature retoriche atte a presentare tutto quello che è Made in Usa come “Bene”.  Così gli americani diventano i cavalieri della “libertà”  mentre chi osa sfidarli diventa di volta in  volta un criminale, un poveretto, un paria o semplicemente un pazzo. Insomma se non ti piace il capitalismo devi essere pazzo, è questa la massima che sembra ispirare l’american way of life, screditando al contrario tutti coloro che osano mettere in discussione il Mainstream.  Questo americanismo è anche retroattivo in quanto si declina anche al passato in modo da blindare anche la storia alla pesante visione autoassolutoria americana. Così la Seconda Guerra Mondiale è stata vinta grazie agli Usa e non grazie all’Urss e soprattutto anche nel corso della Guerra Fredda erano gli americani a essere i “buoni” mentre gli odiosi comunisti erano quelli che volevano distruggere la pace. Insomma se vi dichiarate sinceri amici del capitalismo e degli Stati Uniti i media chiuderanno entrambi gli occhi di fronte a violazioni, ruberie e ingiustizie; al contrario se vi dichiarate per qualche motivo alternativi al sistema americano quando non contrari, ecco che la corte dei miracoli del mainstream composta da analisti, poeti, intellettuali posticci e quant’altro si scaglierà contro di voi utilizzando la lente di ingrandimento per mettere in risalto ogni piccola contraddizione e mettervi nella gogna mediatica. Del resto anche ai tempi del Medioevo chi osava sfidare i Re veniva messo, letteralmente, alla gogna.

@Dc

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