Gli Usa insistono per la "balcanizzazione" della SiriaTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Gli Usa insistono per la “balcanizzazione” della Siria

Ci siamo. Per la verità se ne parlava già da diverso tempo ma ora che in Siria una labile tregua sembra reggere negli Stati Uniti iniziano a parlare seriamente di una partizione del Paese utilizzando come esempi (e che esempi!) la Jugoslavia, la Bosnia e l’Iraq. Resta da chiedersi se non fosse questo l’obiettivo iniziale di tutta la questione siriana.

Foreign Policy, autorevole rivista americana sempre molto preparata sulla politica estera, ha pubblicato un articolo davvero interessante sulla situazione in Siria chiamato indicativamente “It’s time to seriously consider partionning Syria”, ovvero che sarebbe giunto il tempo di pensare a una divisione della Siria sulla stessa falsariga di quanto accaduto, con esiti devastanti, in Bosnia, Iraq e Jugoslavia.  In particolare  James Stavridis, ex comandante della  NATO in Europa e Ammiraglio in pensione della Marina degli Stati Uniti, ha detto apertamente che la divisione del Paese in più parti sarebbe una praticabile soluzione per porre fine alla crisi siriana. A questo verrebbe da chiedersi se l’obiettivo della politica estera Usa non fosse questo fin dall’inizio, ancor più che una balcanizzazione della Siria porterebbe a una ulteriore recrudescenza piuttosto che a una soluzione, ancor più che la soluzione di Stavridis prevederebbe consegnare consistenti porzioni della Siria a bande jihadiste. Addirittura agghiaccianti poi le ulteriori considerazioni di Stavridis il quale ha sostenuto che la Siria non possa vantare una civiltà antica come Iraq, Turchia e Grecia e che proprio per questo sarebbe esplosa la guerra civile nel 2011, affermazioni queste del tutto deliranti dal momento che Turchia, Arabia Saudita e gli stessi Usa hanno finanziato e appoggiato in vari modi l’opposizione armata ad Assad, che poi si rivelò essere tutt’altro che moderata.  Da qui il piano di creare vari stati: uno alawita a Damasco, una regione centrale sotto il governo dei moderati sunniti e non dell’Isis (quali non si comprende) e nella regione orientale una enclave curda. Insomma sembra che gli americani siano solleticati da una soluzione che balcanizzando la Siria ne diminuirebbero il peso nell’area, a tutto vantaggio dei propri interessi geopolitici.

Tribuno del Popolo

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