Gli Usa mandano armi a Taiwan e Pechino non ci staTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Gli Usa mandano armi a Taiwan e Pechino non ci sta

Il governo americano ha reso noto di aver autorizzato nuovi accordi di vendita di armi di sistemi difensivi a Taiwan per un valore di 1,83 miliardi di dollari. Chiaramente a Pechino non possono aver preso positivamente tale notizia, ancor più che le relazioni tra Cina e Stati Uniti non sono certo idilliache in questo periodo. 

Quando si parla di Taiwan si tocca una ferita aperta nel Sud-Est asiatico, non a caso la Repubblica di Cina con capitale Taipei divenne il rifugio dei nazionalisti cinesi nel 1949 dopo la grande vittoria di Mao Zedong. Taiwan continua da allora a sostenere di essere l’unica autorità legittima dell’intera Cina ma la comunità internazionale con il tempo ha deciso di riconoscere la Cina continentale come legittimo rappresentante dell’intera Cina. Nel 1979 persino gli Usa smisero di riconoscere Taiwan come Stato legittimo, ma non per questo hanno mai smesso di appoggiarlo indirettamente in chiave anticinese. I rapporti tra Pechino e Taipei, logicamente, non sono certo buoni, non a caso recentemente il governo cinese ha varato una legge che stabilisce che qualsiasi tentativo da parte taiwanese di legittimare un autogoverno indipendente nell’isola mediante la modifica della Costituzione taiwanese potrebbe portare a una azione militare da parte di Pechino. Peccato che il Congresso Usa abbia una legge che vincola proprio gli Stati Uniti a intervenire militarmente in Taiwan per difenderla da un attacco cinese. Gli americani del resto hanno sempre utilizzato Taiwan come una vera e propria base avanzata contro la Cina e i rapporti tra Pechino e Washington ultimamente non sono certo dei migliori, basti pensare al problema delle isole Senkaku o al recente sconfinamento di una nave americana vicino alle acque territoriali cinesi. Ora il governo usa ha autorizzato ben otto accordi sulla vendita di sistemi difensivi a Taiwan per un totale di 1,83 miliardi di dollari, attirandosi così le aspre critiche del governo cinese. In precedenza esistevano accordi con Taiwan che includevano un contratto da 5,9 miliardi di dollari per aggiornare una flotta di 145 caccia F-16 nel 2011, e un altro da 6 miliardi per l’acquisto di apparecchiature difensive (Fonte International Business Times).

Chiaramente Pechino non ha mai ben digerito questi accordi Usa-Taiwan non a caso poco prima che l’accordo venisse siglato un portavoce dell’Ambasciata cinese ha detto chiaramente che la Cina si oppone alla vendita di armi degli Usa a Taiwan: “Chiediamo al governo statunitense di fermare la vendita di armi a Taiwan per evitare danneggiare le relazioni Cina-Stati Uniti e disturbare lo sviluppo pacifico delle relazioni tra le due sponde dello Stretto” (CNBC). Si unisca a questo attrito la grande tensione sull’asse Pechino-Washington relativa alla disputa su alcune isole artificiali costruite da Pechino nel Mar Cinese Meridionale e si otterrà un quadro della tensione che si respira nella politica internazionale tra i due paesi. Intanto il  vice ministro degli Esteri cinese, Zheng Guangze, ha convocato l’incaricato d’affari dell’ambasciata americana in Cina, Kaye Lee per presentare le proteste ufficiali dei cinesi agli Stati Uniti. Non solo, il vice ministro ha anche ricordato come i cinesi ritengano Taiwan una parte inalienabile del proprio territorio.

Photo Credit https://pixabay.com/it/soldato-guardia-d-onore-taiwan-733608/

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top