Gli Usa sapevano del gas di Saddam? Secondo Foreign Policy la risposta è sìTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Gli Usa sapevano del gas di Saddam? Secondo Foreign Policy la risposta è sì

La rivelazione della Cia è stata pubblicata in esclusiva assoluta da Foreign Policy. Secondo le fonti infatti gli Usa avrebbero saputo degli attacchi chimici portati avanti da Saddam Hussein in Iraq nel 1988, e non avrebbero fatto alcunchè per evitarli in quanto la priorità dell’amministrazione Reagan sarebbe stata quella di impedire a tutti i costi la vittoria di Teheran.

In realtà non si tratta di una novità vera e propria in quanto circolava già da molto tempo la notizia che in qualche modo gli Usa sapessero degli attacchi chimici di Saddam nel corso della guerra tra Iraq e Iran, quando Baghdad era alleata di Washington. Ora però arriva l’ufficialità grazie a dei documenti della Cia che sono stati consultati e pubblicati da Foreign Policy in esclusiva. Il quotidiano dice senza giri di parole che nel 1988 il governo americano sapeva dell’uso di armi chimiche da parte dell’Iraq ma non fece nulla, anzi. Nel 1988 durante la guerra tra Iran e Iraq gli Usa avrebbero appreso tramite le immagini satellitari che Teheran stava per conquistare un vantaggio strategico sul terreno con una offensiva militare. A quel punto gli Usa inviarono le coordinate della dislocazione delle truppe iraniane all’Iraq,e secondo Foreign Policy nel farlo sapevano molto bene che l’esercito di Saddam avrebbe attaccato con armi chimiche compreso il sarin. In quella occasione gli iracheni secondo quanto diffuso dal quotidiano utilizzarono gas mostarda e sarin spostando l’ago della bilancia a favore di Baghdad nella guerra con l’Iran, portando così Teheran a scegliere una soluzione negoziale. Foreign Policy poi va anche oltre ribadendo che quegli attacchi chimici furono gli ultimi di una serie di attacchi che l’amministrazione Reagn sapeva ma che non rivelò. Anzi, il governo americano ha sempre negato di aver saputo degli attacchi chimici, insistendo sul fatto che il governo dell’Iraq non aveva mai annunciato di volerli utilizzare.

Peccato che secondo le testimonianze raccolte da Foreign Policy gli americani sapessero molto bene quello che era l’intento dell’esercito iracheno, ma non fecero nulla. Sulla base di alcuni documenti della Cia resi disponibili infatti, gli Usa sarebbero stati a conoscenza di prove di attacchi chimici dell’Iraq sin dal 1983. A quei tempi l’Iran si era pubblicamente lamentato di aver subito attacchi chimici e stava valutando di portare il caso di fronte alle Nazioni Unite ma per sua sfortuna non disponeva delle prove che inchiodassero l’Iraq. “L’amministrazione Reagan decise che sarebbe stato meglio lasciar continuare gli attacchi se volevano porre fine alla guerra.“, si legge nell’articolo. Non solo, i documenti della Cia avrebbero anche rivelato come il governo americano fosse stato regolarmente “informato circa gli attacchi chimici“. L’unico obiettivo degli Usa in quel frangente sarebbe stato quello di assicurare la vittoria dell’Iraq a qualsiasi costo. Le prime prove di attacchi chimici realizzati dall’Iraq contro l’Iran sono venute alla luce nel 1984. Nel 1988 avvenne peraltro l’attacco di gas nervino da parte dell’Iraq ai danni del villaggio curdo di Halabja nella parte settentrionale dell’Iraq, e un anno dopo sempre l’esercito iracheno lanciò missili caricati con armi chimiche contro le truppe iraniane a sud-est di Basrah.

Leggi l’articolo sull’argomento del Foreign Policyhttps://foreignpolicy.com/2013/08/26/exclusive-cia-files-prove-america-helped-saddam-as-he-gassed-iran/

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