Gli Usa vanno avanti in Siria senza coordinamento con DamascoTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Gli Usa vanno avanti in Siria senza coordinamento con Damasco

Dopo aver fatto pressioni per anni contro la Siria di Assad, ora la Casa Bianca ammette che l’Isis è il nemico principale in Medio Oriente. Washington si prepara a colpire l’Isis anche in Siria, ma di coordinarsi con Damasco non ne vuole sapere. Gli Usa però continuano a negare ogni riconoscimento alla Siria, che rimane un “regime” nonostante sia stato l’unico paese a combattere contro l’Isis fino a oggi.

Sarebbe quantomeno divertente vedere la reazione di Obama e Hillary Clinton dopo che hanno visionato le foto che ritraggono McCain accanto a diversi esponenti dell’opposizione siriana nei mesi scorsi. McCain infatti si era fatto immortalare accanto ad alcuni leader della cosiddetta opposizione moderata ad Assad, peccato che dopo poco si sarebbero rivelati non dei ragazzi in lotta per la libertà ma jihadisti in lotta per instaurare il Califfato dell’Isis. Ora, dopo che l’Isis ha invaso vasti territori dell’Iraq uccidendo centinaia di innocenti nella loro furia estremista e ha pubblicato il video dell’esecuzione del freelance americano Foley, ecco che gli Stati Uniti improvvisamente si accorgono della crudeltà dell’Isis e arrivano a ipotizzare di effettuare raid anche in Siria. Tutto questo suona peraltro come una ammissione, ovvero che Washington ha sbagliato valutazioni in Medio Oriente non sapendo capire che cosa stava succedendo in Siria, dove Assad è stato accusato di reprimere proteste pacifiche e democratiche che poi tanto pacifiche e democratiche non erano. In pochi però ricordano che in Siria si sono tenute elezioni presidenziali negli scorsi mesi che hanno visto la vittoria proprio di Bashar al-Assad, e non regge nemmeno l’accusa di elezioni farsa dal momento che gli Stati Uniti intrattengono rapporti amichevoli con posti dove la democrazia non sanno nemmeno che cosa sia, vedi l’Arabia Saudita. Damasco ha peraltro comunicato di essere d’accordo con la Casa Bianca nell’attaccare l’Isis a patto che ci sia un coordinamento con l’esercito siriano, una richiesta ragionevole dal momento che l’Isis, foraggiato con i soldi di Qatar, Arabia Saudita, Turchia e Kuwait (tralasciamo McCain) ha occupato la zona nord-est del territorio siriano. Gli Stati Uniti, che hanno già cominciato i voli di ricognizione sulla Siria, hanno però ribadito che non intendono effettuare alcun coordinamento con il governo siriano, il che tradotto significa che gli Usa violeranno lo spazio aereo siriano senza renderne conto nemmeno alle legittime istituzioni. Chiaramente il ministro degli Esteri siriano, Muallem, ha ammonito la Casa Bianca che ogni azione militare provocatoria nei confronti di Damasco verrà interpretata come una violazione della sovranità della Siria. Del resto Damasco lancia appelli ormai da quasi quattro anni contro l’insorgenza del jihadismo in Siria, di conseguenza l’Occidente si trova a fare i conti con il proprio stesso cinismo dal momento che per anni ha semplicemente guardato dall’altra parte mentre migliaia di civili siriani finivano massacrati dalla furia islamica.

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