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giovedì , 30 marzo 2017
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Goldman Sachs promuove Grillo a pieni voti

Il Movimento Cinque Stelle è davvero un movimento dal basso senza padroni nè padrini? A giudicare da quanto dichiarato da Jim O’Neill, il guru di Goldman Sachs, sembrerebbe di no dal momento che ha trovato “entusiasmante” l’esito elettorale italiano.

beppegrillo

Chi sostiene che il Movimento Cinque Stelle sia un movimento anti-sistema forse dovrebbe farsi alcune domande alla luce della posizione assunta dal guru di Goldman Sachs, Jim O’Neill, uno degli esponenti più importanti e accreditati della finanza internazionale. Evidentemente Grillo e la Casaleggio non rappresentano un problema per il sistema capitalistico, non si spiegherebbe altrimenti il giudizio dato da O’Neill, che ha definito “entusiasmante” l’esito elettorale italiano.  ”Il Paese“, ha spiegato, “ha bisogno di cambiare qualcosa di importante” e forse il risultato del movimento di Grillo sarebbe il “segnale dell’inizio di qualcosa di nuovo“. Attualmente O’Neil è il presidente di Goldman Sachs Asset Management, l’unità dei fondi di Goldman, e per lunghi anni è stato anche ai vertici della merchant bank di New York. O’Neill è famoso per aver inventato nel 2001 il termine BRIC, facendo riferimento al blocco dei paesi emergenti in crescita accelerata, ovvero Brasile, Russia, India, Cina.  Il guru della Goldman al momento ha pubblicato uno studio chiamato “Riforme non vuol dire austerity”, nel quale si è chiamato fuori dalle critiche dei mercati alla situazione italiana.

Forse un po’ stranamente  trovo il risultato abbastanza entusiasmante perchè credo che un paese, il cui Pil sostanzialmente non è cambiato da quando l’Unione Monetaria è partita nel 1999, ha bisogno di cambiare qualcosa di importante. Forse questo risultato elettorale e il particolare fascino di massa del Movimento Cinque Stelle potrebbe essere il segnale dell’inizio di qualcosa di nuovo?“, ha detto il guru di Goldman Sachs, confermando che dunque il movimento Cinque Stelle di Grillo non rappresenta affatto un pericolo per il sistema economico capitalistico. “In secondo luogo, per le elite consolidate dell’Italia e fondamentalmente per gli altri ‘centri di potere’ dell’Europa, in particolare Berlino e Francoforte, penso che questi risultati siano molto vicini a un incubo“, ha aggiunto l’economista, confermando quindi i dubbi dei dietrologi che credono che dietro il Movimento Cinque Stelle ci sia in realtà ben di più che un semplice movimento di cittadini.

L’Italia ha bisgno di riformare il proprio mercato produttivo e del lavoro, di sostenere la produttività nazionale e di riforme. Queste hanno bisogno anche del supporto della Germania e della Bce per restare nell’unione monetaria e, specialmente ora, di fermare una potenziale ulteriore escalation nella crescita dei rendimenti dei titoli di stato. In Italia le riforme non sono identificate con l’austerity, come gli elettori hanno appena mostrato“, ha detto ancora O’Neill. Insomma quanti vedevano nel Movimento Cinque Stelle un movimento contro i poteri forti e anticapitalista, ora potrebbero ricredersi.

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