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venerdì , 20 gennaio 2017
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Golpe bianco in Paraguay, cresce la tensione

Paraguay al bivio dopo che il Senato ha destituito il presidente di sinistra Lugo perchè “non avrebbe svolto correttamente le proprie funzioni” in occasione di una manifestazione degenerata in scontri tra contadini e polizia. Il nuovo premier ora è Federico Franco, ma il suo governo è stato ritenuto “illegale” da quasi tutti i paesi sudamericani. Ora Asunciòn è isolata, e la sinistra parla chiaramente di un “golpe bianco”.

Erano 62 lunghissimi anni che il Paraguay non conosceva un presidente di sinistra; con l’elezione di Fernando Lugo, ex vescovo, sembrava finalmente che potesse essere inaugurata una nuova era per il piccolo paese sudamericano. In meno di trenta ore invece si è consumato un discutibile cambio di governo ad Asunciòn, un cambio che è stato subito indicato dalla sinistra paraguaiana un vero e proprio “golpe bianco”, e che ha scatenato violente proteste da parte dei paesi vicini. Ma andiamo con ordine. Dopo una giornata molto intensa che ha portato alla destituzione di Lugo e al giuramento del nuovo presidente, il Vice Federico Franco, in serata un migliaio di manifestanti della sinistra si è accampata nella piazza davanti al Congresso, chiedendo a gran voce l’annullamento della destituzione. Ieri si sono anche verificati diversi disordini di piazza, e per questo fine settimana nel Paese è atteso l’arrivo di diversi bus carichi di contadini sostenitori del governo. In modo sprezzante Franco, il successore di Lugo, ha detto alla stampa che l’ormai ex presidente del Paraguay “potrà prendersi tutto il tempo che vuole” per organizzare il trasloco dalla residenza presidenziale. Su Lugo infatti almeno per il momento, non pende alcun ordine di cattura, anche per questo motivo ci si chiede quale potrà essere la sua prossima mossa. I presidenti di Argentina, Brasile, Bolivia, Ecuador, Venezuela e Nicaragua hanno in massa dichiarato del tutto illegittima la sua destituzione, e hanno affermato di non riconoscere altro presidente che non sia Lugo. Anche per questo motivo Asunciòn potrebbe venire ulteriormente isolata e sospesa da Mercosur e Unasur, di conseguenza Franco deve avere a che fare con una situazione di isolamento diplomatico totale. Ora tutti si interrogano su quale sarà il futuro di Lugo, che ora si troverà di fronte a tre diverse opzioni: chiedere asilo politico all’estero, accettare un processo penale, oppure diventare il leader dell’opposizione e andare alla lotta dura, anche di piazza. Lugo possiede grande consenso soprattutto nelle campagne, per questo si teme che i suoi sostenitori possano decidere di tentare di usare la forza per imporre la riabilitazione dell’ormai ex presidente, e Franco potrebbe ordinare una violenta repressione, che indurrebbe però gli altri paesi a prendere altre misure contro il governo “illegittimo” che ha preso il posto di quello legittimo di Lugo.

Lugo è stato allontanato dal potere al termine di un procedimento di impeachment durato alcune ore in Senato. I parlamentari lo avevano accusato di non aver “svolto correttamente le proprie funzioni” in occasione di recenti scontri tra polizia e manifestanti avvenuti durante un corteo; un motivo del tutto pretestuoso che è stato interpretato da tutti come un vero e proprio “golpe bianco”.  I parlamentari hanno fatto riferimento a quando nei giorni scorsi durante uno sgombero forzato di una proprietà agricola erano rimasti uccisi sei agenti e undici contadini senza terra. La sinistra ha subito urlato al colpo di Stato e anche la presidente argentina, Cristina Kirchner, ha parlato di “un colpo di Stato illegittimo”, imitata in questa dal suo collega boliviano Evo Morales, che ha parlato invece di un “golpe parlamentare”. Ovviamente anche Hugo Chàvez, alle prese a Caracas con la visita del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, ha parlato  di insediamento illegittimo da parte di Federico Franco al potere. Dal conto suo Lugo non ha potuto che accettare passivamente la decisione del Senato: “Mi piego alla decisione del Congresso”, ha detto dopo essere venuto a conoscenza dell’esito del voto, “Oggi mi ritiro da presidente, non da cittadino paraguayano”, ha aggiunto.

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