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sabato , 22 luglio 2017
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Governo: mission impossible

Sabato Napolitano “ha proceduto in condizioni di particolare urgenza e difficoltà” ma mentre i dieci saggi fungeranno da tappabuchi, i politici aprono il fuoco in untutti contro tutti. Quella di formare un governo sembra una missione davvero impossibile.

NAPOLI

Fonte: Oltremedianews

La soluzione adottata dal Presidente della Repubblica è sconosciuta alla storia della nostra Costituzione ma non è innovativa. Sostanzialmente Napolitano ha ricalcato lo stampo olandese: infatti l’Olanda qualche mese fa si trovava nella stessa situazione di stallo italiana e il loro modus operandi per sciogliere l’impasse è stato un governo dei due principali partiti all’insegna del “bene comune”. In tempi brevi si sono tenuti dei confronti e delle consultazioni con la Regina sui punti importanti e pragmatici, da saggi insomma.

Le reazioni dei partiti al nuovo scenario che abbiamo davanti sono state di rigetto e freddezza, di certo non vi è segno di voglia di collaborare per il così detto “bene comune”; ma quello non c’era neanche subito dopo le elezioni, o forse non c’è mai stato. Ognuno ha il suo grido di battaglia in questa mission impossibile.

Il PdL è unito sul fronte “la casa brucia!”, ma è ovvio le elezioni anticipate permetterebbero loro di cavalcare il rinato successo di febbraio. Il Pd immobilizzato e Scelta Civica in calo clamoroso favoriscono la loro ascesa. Quindi il PdL vuole il voto e vuole sbrigarsi prima delle europee, nelle quali, con il sistema proporzionale SC ha qualche possibilità in più.
Il Pd propone il “pronti ad un passo di lato”. Non si oppone ai dieci saggi, questo prender tempo serve anche a loro visto che non hanno soluzioni da tirar fuori dal cilindro. Bersani è pronto a fare molti passi, ma poi sta fermo. Nel balletto non è ancora del tutto compreso Renzi. Le elezioni anticipate per loro significherebbero un Matteo Renzi ancora spaesato e impreparato; ma in fondo, neanche gli dispiacerebbe troppo tornare all’opposizione del Cavaliere. In quella calma piatta il Pd si è sempre crogiolato.

Scelta Civica ha come motto “<strong “mso-bidi-font-weight:=”" normal”=”">arriviamo a metà aprile, poi si vedrà”. I montiani si sentono quasi lusingati dalla scelta del governo dei saggi, non auspicano dunque alle elezioni anticipate. Anche perché se Monti resterà in carica almeno fino al 15 aprile potrà eleggere il nuovo Cda di Finmeccanica, occasione immancabile per altrettanti “saggi”.
Il M5S stranamente non urla il suo grido di battaglia come al solito. In questa occasione adotta un più dolce “I have a dream”. Qual è il loro sogno adesso? Arrivare alle elezioni senza macchia (di alleanze e inciuci con altri partiti) e senza paura (quella di presentare un nome di possibile presidente del consiglio, che ancora non hanno).

Stranamente, <strong “mso-bidi-font-weight:=”" normal”=”">Sel e M5S si trovano vicini per quanto riguarda l’idea di iniziare subito a lavorare prima della fiducia ad un governo. Probabilmente hanno capito ciò che la stampa estera ha già chiarissimo. IL Washington Post scrive “Dieci saggi non possono fare quello che i politici non sono riusciti a fare”. Questo <strong “mso-bidi-font-weight:=”" normal”=”">Monti Bis con una rosa di saggi attorno, abbellisce il presente in attesa del nuovo Presidente della Repubblica, niente di più. Nonostante sia costituzionale. L’opinione pubblica si sta scagliando contro Napolitano sostenendo l’incostituzionalità dell’atto, sbagliando. Rientra nella costituzione per tre motivi: assicura comunque le funzioni pubbliche; mantiene la funzionalità del Parlamento e prova a mantenere una fiducia nei confronti dell’Unione Europea.

Il punto, quindi, non è la costituzionalità o meno ma il fatto che prendere tempo non salva l’Italia. Abbiamo già avuto vari esempi del prender tempo, uno fra tutti quel mese che va dal 15 novembre 2010 al 14 dicembre 2010 dopo la fuoriuscita di Fini, Berlusconi “prende tempo” e casualmente ottiene la rinnovata fiducia.
Perché proprio questi dieci uomini, bianchi, anziani, con ombre tra le loro fila come quella del cerchio magico o l’opposizione estrema all’eutanasia di Eluana Englaro dovrebbero riuscire a mettere in salvo la nostra povera Italia?

Parlavamo di gridi di battaglia, quello di Napolitano è stato piuttosto lamentoso: “Mi hanno lasciato da solo”. Da solo ha dato la svolta alla presidenza della Repubblica italiana, da solo ha portato avanti i propri progetti politici, tra i quali sicuramente quello di controllare la crisi del debito sovrano europeo ad ogni costo. Per Napolitano le elezioni anticipate significano un declassamento del rating dei titoli italiani, quindi rimarrà in carica fino all’ultimissimo giorno, il 15 maggio. Chi la dura la vince.

Oggi al Quirinale sono iniziate le riunioni dei due capigruppo. Il tempo previsto per l’intervento dei dieci saggi è di 8-10 giorni. Ma come lavoreranno? Per quanto effettivamente? Dopo Napolitano cosa succederà? Il Parlamento sarà obbligato ad accettare i provvedimenti che proporranno?
Non più tecnici ma saggi; non più garanti dello Stato ma badanti della democrazia; non più a capo del governo e dell’economia del Paese ma schiavi del capitalismo finanziario. L’anti-politica è già roba vecchia, stiamo per sperimentare la non-politica.

La formazione di un governo in questo momento, con il suo Presidente del Consiglio e appoggiato da Camera e Senato, non ha niente da invidiare al celeberrimo film di De Palma del 1996. Una vera mission impossibile.

Veronica Di Benedetto Montaccini

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