Gran Bretagna. Cameron trionfa, laburisti a pezziTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Gran Bretagna. Cameron trionfa, laburisti a pezzi

Alla fine David Cameron è riuscito a trionfare nelle elezioni mentre i laburisti di Ed Miliband sono andati incontro all’ennesimo fallimento. Molto bene gli indipendentisti scozzesi di Nicola Sturgeon mentre perdono consenso i libdem. L’estrema destra dell’Ukip invece ottiene solo due seggi pur diventando la terza forza del Paese.

Le elezioni britanniche sono finite e non poteva che vincere David Cameron, leader conservatore che alla fine ha trionfato sconfiggendo il rivale laburista Ed Miliband, La Gran Bretagna si conferma quindi Paese di centrodestra e i laburisti vanno incontro alla seconda disfatta elettorale consecutiva dopo aver vinto con Tony Blair per tre volte consecutive. Un crollo rovinoso quello dei laburisti con Miliband che potrebbe anche decidere di dimettersi dopo il fallimento cocente che premia, al contrario, la politica di Cameron che aveva anche promesso un referendum sull’Europa in caso di vittoria. Raggiante, Cameron una volta appresa la sua vittoria, ha promesso “un futuro migliore per tutti”, e ha espresso la sua gioia in un tweet: “Una nazione, un Regno Unito, ecco come spero di governare se sarò abbastanza fortunato da continuare come primo ministro“. E ora,  proprio come promesso in campagna elettorale, il leader conservatore ha annunciato che andrà avanti sulla direttrice della stabilità e della crescita economica, e ovviamente il nodo centrale sarà il referendum sull’Unione Europea, probabilmente il cavallo di battaglia che ha consentito a Cameron di conquistare molti consensi, soprattutto tra gli indecisi. “Non permetterò che il nazionalismo rovini il Regno Unito“, ha però ammonito Cameron, un chiaro riferimento al nazionalismo sempre più spinto dell’Ukip di Farage, che è diventato il terzo partito pur conquistando solamente due seggi a causa delle regole del sistema elettorale britannico. Per quanto noi non siamo stati sorpresi dalla vittoria di Cameron, il successo dei conservatori ha sorpreso l’opinione pubblica britannica, così come il fallimento di Miliband, cui non funge da consolazione l’aver riconquistato il suo seggio ai Comuni a Doncaster. Rispetto al 2010 i laburisti hanno perso molto terreno, e Miliband si è detto molto preoccupato per via dell’insorgenza del nazionalismo in Scozia, che sarebbe responsabile di una netta emorragia di voti dato che la Scozia fino a oggi era sempre stato un bacino importante di voti per la sinistra britannica. Ora Cameron dovrà governare in modo equilibrato e ha già annunciato di voler mantenere unita la Gran Bretagna e di voler procedere spedito verso la devoluzione della Scozia, una apertura molto netta alla leader dello Scottish National Party, Nicola Sturgeon, la vera vincitrice di queste elezioni. L’SNP infatti ha conquistato ben 58 seggi su 59. Infine impossibile non menzionare il fallimento dei sondaggi, un fallimento particolarmente clamoroso dato che tutti gli istituti di ricerca avevano previsto una vittoria laburista o un possibile pareggio. Solamente Election Etc aveva previsto la vittoria di Cameron, ma nessuno poteva immaginarsi un disastro di queste proporzioni per la sinistra britannica. Una sinistra britannica che ora dovrà recitare il mea culpa, prendendo atto di non avere proposte elettorali in grado di influenzare l’opinione pubblica, forse perchè a causa della strada intrapresa da Tony Blair i laburisti hanno progressivamente annacquato le loro proposte, finendo per accettare il campo d’azione più appropriato ai conservatori, e finendo per divenire quasi inutili in un Paese dove invece aumenta l’insofferenza nei confronti dell’Europa e dell’immigrazione.

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