Gran Bretagna. Corbyn si prende i Labour spaventa CameronTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
Gran Bretagna. Corbyn si prende i Labour spaventa Cameron

Gran Bretagna. Corbyn si prende i Labour spaventa Cameron

Jeremy Corbyn è il nuovo uomo del momento della “sinistra” inglese dopo che è riuscito a farsi eleggere leader del Partito laburista con una vittoria sensazionale, più ampia di quella che incoronò Tony Blair nelle elezioni del 1994. I “blairiani” non sono andati oltre il 4,5%, con buona pace dei suoi italici sostenitori, e lo stesso Cameron ha definito il nuovo “labour” di Corbyn un “pericolo per la sicurezza nazionale”. 

E’ arrivata l’inaspettata svolta nella sinistra britannica con la vittoria clamorosa e dal forte significato prospettico di Jeremy Corbyn. Dopo la vittoria di Tony Blair nel 1994 infatti tutto cambiò e venne inaugurato un nuovo modello di politica che ha finito per snaturare i contenuti storici della sinistra. Non solo, Blair con i suoi modi di fare ha sostanzialmente sedotto moltissimi personaggi in tutta Europa e soprattutto in Italia, dove lo stesso Matteo Renzi sembra in qualche modo proprio rifarsi esattamente a quel tipo di percorso. Peccato che Blair e il “blairismo” siano ormai da consegnarsi alla storia dato che il Labour Party uscito con le ossa rotte alle ultime elezioni di qualche mese fa (Con Cameron che ha sbriciolato Miliband) ha deciso di cambiare in modo radicale. Così Jeremy Corbyn è stato eletto come nuovo leader del Partito laburista con il 59,5% dei voti, un’enormità rispetto al 19% di Andy Burnham e il 17% di Yvette Cooper. La candidata blairiana Liz Kendall ha subito invece una sconfitta a dir poco clamorosa non andando oltre il 4,5%. Una “sinistra” che si spoglia di ogni aspetto ideologico andando ad assomigliare sempre di più al centrodestra di stampo neoliberista ha portato alla distruzione di un patrimonio eccezionale, e questo non solo in Inghilterra appunto.

Evidentemente gli elettori delusi del Labour hanno voluto mandare un messaggio molto preciso votando un candidato apertamente di sinistra, anzi forse uno dei leader più di sinistra e antisistema della sua storia. Corbyn fa talmente paura ai conservatori inglesi che il premier Cameron a commento della sua vittoria è arrivato a definire il Labour una “minaccia agli interessi nazionali”, segno che evidentemente in Gran Bretagna si erano abituati da tempo a una sinistra assente, o meglio, alla “sinistra del Re” di Blair e soci. Corbyn con il suo fare empatico ha subito ringraziato i suoi elettori per il “grandioso esercizio democratico” che ha coinvolto circa mezzo milione di persone. La fine del “New Labour” è stata quindi scritta e personaggi come Blair e Gordon Brown possono finalmente essere lasciati alle spalle in un tentativo di resurrezione di un sinistra assente da ormai più di vent’anni nei contenuti della politica britannica. Attivista per la pace, strenuo oppositore degli interventi militari britannici in giro per il mondo, Corbyn svolgeva la carica di parlamentare e ora dovrà imparare in fretta il ruolo di leader del partito di opposizione.

Corbyn peraltro era un outsider rispetto a rivali più accreditati come Burnham, Kendall e Cooper, ed è riuscito a entrare nelle liste elettorali solo grazie ai voti di quindici parlamentari che hanno voluto accettare la sfida di ampliare il dibattito all’interno del partito. Inoltre la campagna di Corbyn ha convinto centinaia di giovani attivisti a mettersi insieme per ragionare di politica, e questo lo ha portato ad ottenere il supporto di due sindacati importanti: Unite e Unison. Non solo, Corbyn è stato anche l’unico candidato a votare contro la legge sul welfare proposta dai conservatori, a differenza del silenzio insopportabile degli altri laburisti. Corbyn ha dimostrato che se qualcuno davvero punta sui capisaldi della sinistra storica senza compromessi nè vergogna di se stessi può raccogliere consensi anche laddove lo si sarebbe ritenuto più improbabile, anche laddove, come a Londra, il New Labour di Blair aveva fatto danni terribili di identità. Una svolta a sinistra che ha riportato alla politica migliaia di cittadini che si erano allontanati dalla politica e che crea una scollatura interna tra la base e i parlamentari che ovviamente sostenevano gli altri candidati.

E chiaramente il pacifismo di Corbyn potrebbe rompere le uova nel paniere al militarista Cameron, già pronto a scaldare i motori per bombardare la Siria e che ora dovrà fare i conti con una reale opposizione. Nei passati trent’anni in Parlamento infatti Corbyn ha sempre sostenuto cause come la coalizione “Stop The War”, battendosi coerentemente contro le privatizzazioni e  a favore dei processi di pace di Medio Oriente. Ovviamente i conservatori sono spaventati di aver di fronte un leader che chiederà la rinazionalizzazione delle ferrovie, l’opposizione a ulteriori misure di austerity e un calmiere al prezzo degli affitti oltre che un servizio pubblico di istruzione nazionale, tutti nodi che faranno rimanere insonni i sostenitori della Thatcher. Temi espulsi dal dibattito dei neoliberisti d’Europa ci stanno tornando in qualche modo, e dopo Londra potrebbe toccare anche ad altre capitali europee.

Dc

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top