Gran Bretagna. Crescono le proteste contro piano di Israele per cacciare 70mila beduiniTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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Gran Bretagna. Crescono le proteste contro piano di Israele per cacciare 70mila beduini

Gran Bretagna. Crescono le proteste contro piano di Israele per cacciare 70mila beduini

I cittadini britannici, e non solo, scenderanno in piazza per protestare contro il piano di Israele di rimuovere con la forza 70.000 beduini palestinesi dalle loro case. La proposta viene tacciata di “pulizia etnica” e discriminazione da parte di diversi gruppi di attivisti. 

Photo Credit (AFP Photo/David Buimovitch)

Esiste un piano, chiamato Prawer Plan, secondo cui circa 70.000 beduini verranno rimossi dalle loro case nella parte meridionale di Israele. Il governo di Tel Aviv ha detto che i beduini verranno semplicemente spostati altrove e riceveranno una compensazione per lo spostamento, ma in pochi ci credono. In Gran Bretagna infatti, molti gruppi di attivisti hanno denunciato il piano israeliano, accusandoli di voler deportare i palestinesi lontano dalla loro terra, perpetuando così una politica di sistematica discriminazione e separazione. “The Palestine Solidarity Campaign” in Gran Bretagna ha pubblicato una lettera sul Guardian del 29 novembre condannando il piano e chiedendo al governo inglese di intervenire. La lettera contiene le firme di circa 50 figure pubbliche che supportano la causa. Il documento chiede che vengano prese subito delle misure da parte del governo britannico: “Nulla può essere come al solito con uno Stato che sta preparando una pulizia etnica di 70.000 persone. E’ tempo di cominciare a combattere il razzismo israeliano e le politiche di apartheid“, hanno scritto gli attivisti in una nota. Per questo motivo ci saranno diverse proteste per tutto il Regno Unito nella giornata di sabato, un giorno soprannominato il “giorno della rabbia” nel quale manifestazioni si terranno a Brighton, a Bristol, a Cardiff e a Lambeth, così come a Londra. In più i palestinesi in Israele stanno organizzando dimostrazioni di massa per accendere l’attenzione sul cosiddetto “Piano Prawer”, ovvero queello della deportazione dei beduini. Nonostante l’opposizione al piano il governo israeliano  sta andando avanti e dovrebbe votare per il piano prima della fine dell’anno. Anche alcuni media israeliani hanno protestato contro il piano sulle basi che i beduini sono cittadini israeliani cui è stata garantita la cittadinanza negli anni Cinquanta. Il segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha cominciato una pressione diplomatica per impedire a Israele di espandere ulteriormente le costruzioni. Le autorità palestinesi e Israele hanno accettato di ricominciare i dibattiti di pace questa estate dopo oltre tre anni di stallo diplomatico. Dal conto suo Netanyahu sembra farsi letteralmente beffe delle norme internazionali e ha dichiarato che Israele non subirà alcuna restrizione riguardo agli insediamenti.

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