Gran Bretagna. E' cominciato l'assalto finale al welfareTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Gran Bretagna. E’ cominciato l’assalto finale al welfare

Esisteva una volta lo stato sociale, una conquista del XX secolo faticosamente ottenuta a prezzo di immani sforzi e lotte. La Gran Bretagna in questo inizio di XXI secolo ha deciso di farla finita con i vecchi retaggi e di distruggere quello che resta del welfare che verrebbe superato da un piano di riforma che obbligherebbe ogni lavoratore a mettere da parte ogni mese una somma da cui attingere in caso di malattia e disoccupazione. Una sorta di abolizione del pubblico a fronte di assicurazioni private

La proposta di riforma del welfare confermata dal quotidiano britannico “Guardian” farà discutere non poco in quanto se dovesse diventare un giorno realtà il timore sarebbe che tale pratica potrebbe venire tranquillamente imitata anche in altri paesi d’Europa. Non tanto perchè questa proposta sia radicale dato che in molti paesi il welfare è stato quasi completamente smantellato, ma in quanto tale approccio alla questione significherebbe liberarsi di tutte le conquiste del XX secolo che abbiamo fatto l’errore di considerare eterne. Il welfare non è stato concesso dalle classi dominanti così per caso ma solo come risultato di lunghe lotte operaie e non solo nel corso di tutto il Novecento, di conseguenza rinunciare allo stato sociale così come era stato conquistato significa dopotutto anche chiudere con quelle lotte e con quella storia. La proposta che secondo il Guardian è stata sottoposta a David Cameron prevede infatti che ogni lavoratore britannico venga obbligato a mettere da parte una somma mensile per creare un fondo da cui attingere in caso di malattia o disoccupazione. Il concetto stesso di Stato che deve provvedere ai bisogni primari di tutti, in primis malattia e disoccupazione, verrebbe quindi completamente superato, ovviamente a tutto detrimento del lavoratore. A fare la proposta è stato  Iain Duncan Smith, ministro del lavoro e delle pensioni, che vorrebbe cominciare a impostare un dibattito pubblico sul tema. Nella sostanza tale misura abolirebbe la sanità pubblica così come le pensioni con i lavoratori che potranno attingere unicamente da questo conto assicurativo, proprio come accade negli Stati Uniti e a Singapore. Insomma l’ombra della Thatcher si fa sentire eccome a Londra, con il suo vecchio motto: “la società non esiste, esistono solo gli individui” che viene declinato in modo assoluto, arrivando a permeare la società e a negare il concetto stesso di risposte collettive ai problemi. Ognuno in questo modo sarà libero di gestire se stesso, sempre ammesso che trovi un lavoro. Per il momento se non altro si tratta solo di una proposta di legge ma la sensazione è che lo spirito del tempo possa lavorare proprio in questa direzione. Emma Lewell-Buck, membro laburista del Commissione lavoro e pensioni, ha detto a questo riguardo senza mezzi termini che si tratta dell’”ultimo segnale che i conservatori sono determinati a smantellare ciò che resta della rete di sicurezza sociale nel nostro paese”.

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