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giovedì , 23 marzo 2017
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Gran Bretagna e la “patata bollente” del nucleare

Il Regno Unito è alle prese con la bega “plutonio”, il più grande stock di tutto il mondo che però non si sa in che modo smaltire. E ogni ritardo costa miliardi ai contribuenti britannici. 

L’industria nucleare britannica è, letteralmente, nell’occhio del ciclone. Pochi sanno infatti che il Regno Unito rappresenta il paese con più stock di plutonio da smaltire al mondo. A oggi però non esiste alcun piano preciso per sbarazzarsi del plutonio, e ogni ritardo costa miliardi di sterline che sono scaricate sui contribuenti del Regno Unito. Qualche mese fa in una piccola spiaggia nei dintorni della centrale nucleare di Sellafield, nord-ovest dell’Inghilterra, le autorità hanno registrato un numero record di particelle radioattive. Sellafield è considerato non a caso il luogo più radioattivo di tutta l’Europa occidentale, ma le autorità continuano a sostenere che sia completamente in sicurezza. Attualmente Sellafield è il luogo dove vengono stoccati tutti i materiali radioattivi in Regno Unito, e un tempo era il centro pulsante per la produzione inglese di plutonio volta a usi bellici. Come se non bastasse attualmente esistono anche alcuni piani per costruire nuovi reattori a Sellafield, e il governo ha persino approvato diversi piani per la costruzione di un nuovo reattore. Chiaramente la popolazione locale è contraria alla costruzione del reattore, e in molti chiedono a gran voce al governo britannico di commissionare uno studio sulla sicurezza a Sellafield, e soprattutto sugli effetti sulla salute della popolazione locale. Alcuni abitanti del luogo hanno accusato la centrale di Sallafield di aver innalzato di molto la percentuale di abitanti ammalati di leucemia e altre malattie. La madre di un bambino ammalato che abita proprio a pochi chilometri dalla centrale ha detto RT,: I bambini giocano sulle spiagge, ottengono la sabbia nei loro abiti. Questa sabbia, spiega, potrebbe contenere pericolose particelle radioattive rilasciate dal complesso nucleare e i genitori hanno il diritto di conoscere i rischi“. Gli abitanti del posto affermano comunque di non essere mai stati  sufficientemente informati circa l’inquinamento del sito. Uno studio condotto nel 1980 ha scoperto che nella zona di Sellafield l’incidenza della leucemia infantile è dieci volte superiore rispetto al resto della Gran Bretagna, solamente una casualità? Le famiglie pensano di no, anche per questo un gruppo di abitanti ha citato l’azienda nucleare in tribunale, ma ha perso. Dietro le mura di cemento, il filo spinato e le guardie di sicurezza, a Sallafield si nascondono gli edifici più radioattivi di tutta Europa, edifici che ospitano il  più grande stock di plutonio in tutto il mondo. Ricordiamo che il plutonio è materiale utilizzato per la costruzione di armi nucleari e che rimane radioattivo per oltre 25.000 anni. Secondo Francesco Livons, direttore di ricerca del Dalton Nuclear Institute di Manchester, tale montagna di plutonio conservata a Sellafield sarebbe la conseguenza storica del programma inglese nucleare degli anni ’50 e ’60, quando bisognava costruire testate a getto continuo in chiave “Guerra Fredda”. A partire dagli anni Ottanta però, il sito di Sellafield è stato afflitto da alcuni problemi tecnici, e secondo Livons dalla mancanza di volontà politica di investire in nuove tecnologie. Ma a Sellafield non ci sarebbe solamente il plutonio, bensì altri rifiuti nucleari se possibile ancora più dannosi. Per questo motivo si attende che la Ge-Hitachi (industria americano-giapponese) costruisca il nuovo reattore per bruciare il plutonio in eccesso e produrre energia elettrica. Sellafield è un retaggio del processo decisionale della guerra fredda e rimarrà un problema per decenni, e costerà ai contribuenti del Regno Unito di decine di miliardi di sterline.

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