Grande è la confusione sotto il cielo la situazione è eccellenteTribuno del Popolo
venerdì , 18 agosto 2017
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Grande è la confusione sotto il cielo la situazione è eccellente

Parafrasando il “Grande Timoniere” la situazione sociale e politica dell’Italia e dell’Europa sembra essere contraddistinta dalla confusione. Questa situazione caotica offre la possibilità di tirare i fili della complessità e di coordinare varie tessere in modo da comporre un mosaico. Da qui la necessità di individuare una strada precisa capace di aggregare una nuova entità politica.

Grande è la confusione sotto il cielo la situazione è eccellente“, lo diceva Mao Tze Tung, il Grande Timoniere della Cina, ormai una generazione fa. La situazione attuale in Europa si sposa perfettamente con questa massima in quanto dopo ormai sei anni di crisi e austerità si è assistito a una frammentazione politica ormai irreversibile e alla composizione di un quadro politico caotico soprattutto in quei paesi, vedi Italia, Francia e Grecia, dove la crisi ha colpito più duramente. In Italia ad esempio nel corso degli anni si è assistito a una polarizzazione del voto con uno sgretolamento delle piccole forze e della sinistra e il risultato di uno sbandamento generale che viene intercettato nel nostro Paese da un soggetto politico nuovo e zeppo di contraddizioni, il Movimento Cinque Stelle. In Francia tale sbandamento viene intercettato dal Front National di Le Pen, marcatamente di destra, stessa cosa in Grecia, dove il neonazista Alba Dorata si conferma la terza forza del Paese. Ovviamente il Movimento Cinque Stelle non può essere paragonato al Front National o ad Alba Dorata, a cominciare dal fatto che il Movimento non ritiene se stesso un partito, anche se de facto ricopre esattamente quel ruolo. Il Movimento si dice “Oltre” le ideologie, la destra e la sinistra, svuotando a nostro avviso la sua proposta politica di significato. Non esiste dunque una alternativa credibile di sinistra allo sbandamento, con solo i partiti di centrosinistra, sempre più malconci, che si propongono come unica alternativa, costringendo migliaia di elettori delusi all’astensione. Si assiste quindi a sinistra  un coacervo di movimenti, partitini, collettivi che non riescono però a incidere in quanto provano a portare avanti l’agire politico ognun per sè, senza alcun quadro di insieme entro cui far convergere i propri sforzi. In questo modo perde il significato stesso del fare politica in quanto ci si relega nella marginalità culturale e politica, e nell’incapacità di dialogare proficuamente con altri settori della società. La sinistra dovrebbe quindi fermarsi, sedersi a un tavolo e capire quale è il quadro comune all’interno della quale si vuole interpretare l’identità e il ruolo di un nuovo soggetto politico. Un soggetto che abbia ben chiari i suoi obiettivi e non sia solamente un insieme di personaggi che vuole utilizzare la foto sbiadita di nobili ideali per raggranellare voti e tirare a campare. Un soggetto che, fiero delle proprie idee, non abbia paura di portarle avanti con coerenza, senza compromessi, con il desiderio comune di risolvere i problemi che si frappongono quotidianamente a chiunque voglia provare a fare una politica di sinistra in Italia e in Europa. Un soggetto che, almeno secondo noi, dovrebbe ripartire dalla propria identità, spiegando senza fraintendimenti che cosa si è, quali sono i valori che si vogliono portare avanti, e cosa si vuole fare. Un soggetto che non si vergogni di portare avanti la costruzione di un sistema alternativo al capitalismo, e soprattutto che abbia ben chiaro che mondo si intende costruire andando oltre alle sterili rivendicazioni di diritti individuali, completamente sganciate da una analisi di classe e marxista della società. “Marxista”, certo, perchè nel XXI secolo le criticità indicate dal filosofo di Treviri non sono venute meno, anzi indicano in modo chiaro la sua ragione in un mondo a capitalismo avanzato dove ormai lo sfruttamento del lavoro e la ricerca del profitto sono diventati elementi sistemici. Insomma si dovrebbe quanto prima provare a creare una direzione comune entro cui far convergere tutti i vari segmenti che non vogliono rassegnarsi alla marginalità culturale e politica.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/rheaney/4487519028/”>heanster</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

Gracchus Babeuf

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