Grecia. Ad Atene si lavora al progetto "Euromed"Tribuno del Popolo
venerdì , 18 agosto 2017
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Grecia. Ad Atene si lavora al progetto “Euromed”

Una suggestione interessante quello del meeting avvenuto venerdì 9 settembre ad Atene a cui hanno preso parte i rappresentanti di Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Cipro, Malta e Grecia per discutere dei problemi dei paesi mediterranei all’interno dell’UE. Alexis Tsipras propone un’unione mediterranea contro le politiche neoliberiste imposte dall’Europa centrale a guida tedesca, e secondo noi è la direzione giusta. 

Chi scrive parla da anni di progetti euromediterranei come risposta all’Europa a guida tedesca di stampo neoliberista che negli ultimi anni ha letteralmente maciullato il welfare e fatto schizzare alle stelle spread, disoccupazione e disperazione. Una Europa centrale sorda alle necessità dei paesi sul Mediterraneo che ha imposto la legge del più forte, basti pensare al modo con cui la Grecia è stata spolpata e messa in ginocchio. Certo ancora molta strada va fatta ma il 9 settembre i rappresentanti politici di Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Malta, Francia e Cipro si sono incontrati ad Atene per discutere i problemi dei paesi dell’Ue sul Mediterraneo, un passo concreto che ci dice come Tsipras stia in qualche modo procedendo lungo la strada giusta. Il primo ministro ellenico Tsipras non nasconde di voler creare un gruppo mediterraneo per influenzare le decisioni comunitarie in questioni importanti come l’immigrazione e lo sviluppo sociale e fare quindi da bilanciamento nei confronti di un gruppo di potere “Visegrad” (Fonte Antidiplomatico) composto da Slovacchia, Repubblica Ceka, Polonia e Ungheria. ” Il nostro obiettivo non è quello di creare un gruppo dei paesi sulla base di divisione ma promuovere un approccio comune tra i paesi della periferia europea e del Mediterraneo, che, oggettivamente, sono stati i più colpiti dalla crisi “, ha detto Tsipras, mostrando quindi di avere un quadro della situazione molto preciso. Ovviamente però è chiaro che personaggi come Renzi, Hollande e Rajoy non potranno in alcun modo rappresentare una reale alternativa a questa Ue quindi si tratta solamente di una suggestione che però dovrebbe illuminare la strada giusta da percorrere, ovvero un fronte comune dell’Europa del Sud per provare ad allentare la pressione dell’euro e riconquistare la sovranità perduta.

Tribuno del Popolo

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