Grecia. Ancora uno Sciopero Generale contro la TroikaTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Grecia. Ancora uno Sciopero Generale contro la Troika

Giovedì 27 novembre ci sarà un nuovo sciopero generale di 24 ore indetto dall’Adedy, uno dei principali sindacati ellenici, come protesta nei confronti dei licenziamenti indiscriminati nel settore pubblico che sono fortemente caldeggiati dalla Troika. Allo sciopero parteciperanno anche altre sigle come il Gsee per i lavoratori privati e il Pno e il Dsa rispettivamente per i marittimi e gli avvocati. 

Un nuovo sciopero di 24 ore in Grecia, questa volta fissato per giovedì 27 novembre per protestare ancora una volta contro le politiche adottate dal governo conservatore di Samaras, politiche che per accontentare la Troika contemplano licenziamenti e riduzioni di stipendio per i lavoratori statali, già fortemente colpiti dalla crisi negli ultimi quattro anni. Una mobilitazione generale che coinvolgerà oltre al principale sindacato che rappresenta gli statali, l’Adedy, anche il Gsee, ovvero la Confederazione generale dei lavoratori che rappresenta i lavoratori del privato. Prenderanno parte allo sciopero anche la  Confederazione nazionale dei marittimi (Pno) e l’Ordine degli avvocati di Atene (Dsa) che hanno annunciato di voler aderire. Insomma una situazione sociale esplosiva che fotografa la volontà del Paese di continuare a opporsi alle politiche del governo di Atene. Del resto nonostante in molti scrivano che la Grecia è uscita dal baratro, ad Atene in questi giorni è in atto un vero e proprio braccio di ferro tra la famigerata Troika e il governo ellenico che in Parlamento ha deciso di portare 16 misure su 19 di quelle previste dai creditori internazionali che ne chiedono l’immediata applicazione. Attualmente lo scoglio più grande è quello relativo all’aumento dell’Iva chiesto dall’Unione Europea sui prodotti alimentari di largo consumo, ma anche sull’aumento dei licenziamenti collettivi e sulla riduzione delle pensioni, peraltro ampiamente ridimensionate negli anni scorsi. Quello che emerge è però il malcontento del popolo ellenico nei confronti dell’Europa e della Troika, e infatti il governo conservatore di Samaras ha cominciato a porre dei paletti ai diktat di Bruxelles per evitare una ulteriore emorragia di voti magari a vantaggio di Syriza. Secondo diversi analisti si potrebbe anche tornare abbastanza velocemente al voto con i sondaggi che vedono avanti a tutto proprio Syriza di Alexis Tsipras, ovvero quella sinistra radicale che però poi in fondo in fondo non è più tanto radicale dal momento che è dovuta venire a patti con il proprio programma per puntare a diventare un partito di massa. In questa mossa a scacchi se Nuova Democrazia e Pasok approvassero ogni misura di austerity della Troika la vittoria di Tsipras diventerebbe assolutamente certa. Da qui la decisione del governo di Samaras di tenere congelato il  progetto di Legge di Bilancio del 2015 alcune delle richieste della Commissione Europea, della Banca Centrale e del Fondo Monetario Internazionale. Per questo motivo i creditori stanno facendo pressioni per un ulteriore taglio della stesa pubblica di 2,5 miliardi di euro, peccato che ormai sia rimasto davvero ben poco da tagliare. La legge di Bilancio verrà alla fine votata dal Parlamento di Atene il 7 dicembre, proprio alla vigilia dell’ultimo summit dell’Eurogruppo per il 2014, e i creditori verranno chiamati a decidere se concedere o meno l’ultima tranche di aiuti ad Atene. L’Adedy contesta che la Troika vorrebbe il licenziamento di altri 6000 impiegati pubblici entro il 2014, e ancora di più per il 2015, magari con dei licenziamenti collettivi. Una sorta di eventualità che in futuro speriamo remoto potrebbe concretizzarsi anche in Italia. Non solo, si teme anche un aumento dell’età pensionabile e una stretta sul diritto di sciopero. Ovviamente se Atene rifiuterà le armi sono sempre le stesse, quelle del ricatto, ovvero la Troika potrebbe negare la concessione di 1,8 miliardi di euro provenienti dal Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes) la cui disponibilità scade il 31 dicembre.ra più alti il prossimo anno.

DC

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