Grecia. Atene non cede ai ricatti dell'UeTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Grecia. Atene non cede ai ricatti dell’Ue

Grecia. Atene non cede ai ricatti dell’Ue

Ancora muro contro muro tra Grecia ed Ue, ma questa volta Tsipras sembra determinato a non cedere agli ultimatum fatti dall’Ue e annuncia di non voler firmare a nessun costo il proseguimento del piano di austerity: “La nostra democrazia non può essere minacciata”. 

Cosa succederà nei prossimi giorni a seguito della crisi in Grecia? In molti parlano persino di una possibile uscita di Atene e di un ritorno alla dracma, ma a oggi in vista dell’incontro chiave di venerdì rimangono aperte diverse opzioni sul tavolo. Quello che è certo che le due parti non sembrano affatto vicine, anzi, da un lato la Bce mostra i muscoli, dall’altro la Grecia per bocca di Alexis Tsipras annuncia di non voler firmare a nessun costo il proseguimento di quel piano di aiuti che finora è costato lacrime e sangue al popolo ellenico. E il bello è che nessuno sa dire che cosa succederà alla stessa Europa nel caso si dovesse andare ancora al muro contro muro, senza cioè un compromesso tra le parti. L’Ue in sostanza richiede un prolungamento del piano di aiuti prima di discuterne la flessibilità, una proposta inaccettabile per Tsipras dal momento che è stato votato dal popolo greco con il mandato insindacabile di interrompere a qualsiasi costo l’austerity che ha letteralmente ammazzato il Paese facendogli perdere il 29% del Pil in pochi anni. Atene rifiuta dunque, e attende apparentemente impassibile la scadenza a fine febbraio del programma in corso. Poi però si potrebbe aprire il baratro ed ecco che la Grecia potrebbe essere costretta a uscire, sempre che Atene non faccia marcia indietro chiedendo di continuare con l’austerity, una austerity che ormai piace solo più alla Bce. Altri sono più fiduciosi come il ministro delle Finanze Italiano Pier Carlo Padoan che ha ribadito che secondo lui l’uscita di Atene dall’euro è fuori discussione. Ma in Germania i falchi sembrano voler andare avanti come treni, ne sa qualcosa Schaeuble che ha definito il governo Tsipras come irresponsabile salvo poi fare una parziale marcia indietro: “parlare di Grexit non ha senso. Vogliamo che l’Eurogruppo resti unito, ma dipende solo dalla Grecia“. Ma Tsipras che deve rendere conto ai suoi elettori ha deciso a sua volta di andare avanti senza concessioni: “La Grecia non ha fretta e non accetterà compromessi“. Il problema è che se la Grecia dovesse uscire dall’Eurozona potrebbe tranquillamente innestarsi un effetto domino dalle conseguenze potenzialmente devastanti. L’Ue però dice che non ci sono piani B sulla Grecia, e quindi? Quindi Tsipras parla di “provocazione” da parte dell’Eurogruppo, sicuro che non rispecchi la volontà degli Stati membri, ma se così non fosse?

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