Grecia. Atene risponde con la piazza contro la TroikaTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Grecia. Atene risponde con la piazza contro la Troika

Grecia. Atene risponde con la piazza contro la Troika

Dopo i recenti colpi inferti da parte della Troika, vedi la sospensione delle linee di credito alle banche elleniche, arriva la risposta della piazza con  migliaia di persone che si sono radunate per palesare, ancora una volta, la contrarietà del popolo greco all’austerity che sta ammazzando il Paese. E Vladimir Putin è stato invitato a visitare il Paese, chissà che mal di pancia per Frau Merkel, Hollande e lo stesso Obama.

Dopo che la Bce e la Troika hanno chiaramente fatto capire di non voler concedere alcuno sconto ad Atene in Grecia i cittadini esasperati hanno deciso di lanciare un messaggio molto chiaro alle istituzioni europee e alla Germania. Tramite i Social Network decine di migliaia di cittadini ellenici hanno trasformato in una vera e propria manifestazione di piazza il malcontento generale. Poco dopo la decisione di sospendere le linee di credito alle banche elleniche infatti migliaia di cittadini greci si sono radunati in piazza, (cinquemila per la polizia, diecimila per gli organizzatori) per dare vita alla prima manifestazione digitale contro la Troika con lo slogan scelto “No ai ricatti, non abbiamo paura“. Un modo per far capire lo stato d’animo dei cittadini greci che iniziano a odiare la Troika e le istituzioni europee percependole sempre di più come una sorta di entità di occupazione che non si fermano nemmeno di fronte al crollo di uno Stato e alla distruzione di una società sotto i colpi dell’Austerity. Uno strappo che sembra allargarsi nel cuore dei greci, uno strappo che ha portato alla vittoria di Syriza, partito critico nei confronti dell’Europa ma comunque riformista che si prepone di rinegoziare il debito. Ma anche il 7% dei neonazisti di Alba Dorata e il 5,5% dei comunisti antieuro del Kke la dice lunga sul sentimento medio dei cittadini greci, stanchi e delusi da una Europa che li tratta come degli scolaretti dispettosi. Certo, è sicuramente vero che la Grecia ha rovinato se stessa da sola con Nea Demokratia e Pasok che hanno governato la Grecia negli ultimi quarant’anni portandolo progressivamente verso il baratro arrivando persino a truccare i conti pur di nascondere la sporcizia sotto il tappeto. Ma Pasok e Nea Demokratia sono due partiti che hanno rovinato la Grecia, che senso ha far pagare questa crisi non ai responsabili ma ai cittadini ellenici ? E soprattutto la cura da cavallo dell’Austerity che ha bruciato il 25% del Pil greco ha aggravato la crisi, non l’ha risolta. Chissà poi cosa avranno pensato Frau Merkel, Draghi, la Bce e lo stesso Obama quando è stata diffusa la notizia di una telefonata tra Alexis Tsipras, il premier ellenico, e Vladimir Putin. Sicuramente Tsipras, vedendo che l’Europa continua con l’atteggiamento ricattatorio e non conciliante, sta sondando altre fonti di investimento e la Russia è una di queste. Secondo Huffington Post e altri quotidiani al termine della telefonata Putin sarebbe stato invitato a visitare Atene in veste ufficiale, uno schiaffo a palmo aperto in faccia alla Troika e un messaggio molto chiaro agli altri premier europei. Non solo, lo stesso Tsipras si recherà in viaggio ufficiale a Mosca in visita al Cremlino, un annuncio che arriva in un momento in cui i rapporti tra Ue e Mosca sono ai minimi termini.

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