Grecia. Atene si prepara a dire "Addio" all'EuroTribuno del Popolo
martedì , 12 dicembre 2017
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Grecia. Atene si prepara a dire “Addio” all’Euro

Dopo fiumi di inchiostro, minacce e dibattiti forse ci siamo davvero: Atene sarebbe a un passo dall’uscita dall’Europa. Secondo il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung infatti, senza un accordo giovedì, ecco che non ci sarebbero molte altre alternative al “Grexit” che avrebbe chiaramente conseguenze imprevedibili per la tenuta dell’Unione Europea. Ma il vero timore è che la Grecia dimostri che uscire dall’Europa potrebbe anche essere un vantaggio per la sua economia.

Ancora bracci di ferro e ancora nulla di fatto tra la Grecia e i creditori della Troika. Con i nervi a fior di pelle tutto resta sospeso in attesa di giovedì, quando secondo il Sueddeutsche Zeitung se non verrà trovato l’accordo con l’Eurogruppo si aprirà seriamente lo scenario di una uscita, anche se controllata, di Atene dall’Euro. Le prospettive sul campo a oggi sono ancora molte, ad esempio il giorno successivo i capi di Stato europei potrebbero tentare un estremo tentativo di trovare un accordo che preveda ad esempio il controllo dei capitali ellenici, un pò quello che successe a Cipro nel 2013, ma per questa eventualità ci vorrebbe il nulla osta di Tsipras, cosa tutt’altro che scontata dato che proprio Tsipras e il suo governo sono stati eletti promettendo la fine dell’austerity e dei tagli che hanno portato la Grecia sull’orlo del baratro. Insomma la Grecia e i creditori giocano, per certi versi, allo scaricabarile, cercando ognuno di scaricare sull’altro la responsabilità finale del crack. Ma a ben guardare la vera paura dell’Europa sembra quella che la Grecia uscendo dall’Euro dimostri che effettivamente erano proprio le politiche di austerity imposte dalla Troika a rappresentare esse stesse la causa della crisi. Con un governo ellenico finalmente sovrano e libero di finanziare la crescita magari la situazione del Paese potrebbe anche migliorare, rappresentando così uno schiaffo per i falchi tedeschi e tutti i fan dell’austerity a tutti i costi. Del resto proprio il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis ha ribadito che Atene non presenterà nuove proposte, vale a dire che la Grecia non intende tagliare ancora i sussidi sociali e le pensioni, con buona pace dei creditori della Troika. E dato che a Berlino questo viene interpretato come un “ricatto”, ecco che qualcuno potrebbe anche accelerare verso lo strappo, uno strappo che avrebbe conseguenze imprevedibili più per l’Europa che per la Grecia. Ma è chiaro che se Atene dovesse “uscire”, qualcuno la saboterebbe dato che se l’inganno dell’austerity venisse disvelato, tutta l’architettura dell’Ue crollerebbe come un castello di carte. E diciamocelo, forse non sarebbe così negativo che il tema della natura dell’Europa torni nel tavolo della politica, magari si scoprirebbe che l’Ue non è una realtà immutabile ed eterna, e soprattutto che se un paese viene calpestato e condannato alla povertà si potrebbe anche tentare altre strade.

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