Grecia. Atene sulla strada della ripresa? Difficile crederloTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Grecia. Atene sulla strada della ripresa? Difficile crederlo

Il ministro degli Esteri greco, Evangelos Venizelos, ha ripetuto che la Grecia non è più un paese in crisi bensì sulla via della ripresa. Credergli però è quasi impossibile.

Evangelos Venizelos, ex ministro delle Finanze ellenico e attuale ministro degli Esteri, interrogato sullo stato dei conti pubblici greci si è mostrato particolarmente ottimista, sostenendo che la Grecia non sarebbe più un paese in crisi bensì un Paese sulla via della ripresa, forte di un “avanzo primario senza pari in Europa e forse nel mondo“. Non solo, Venizelos ha anche annunciato  che ben presto la Grecia tornerà anche a crescere e finanziarsi da sola, senza bisogno di aiuti, prestiti e garanzie da terzi. Ma è possibile crederci oppure si tratta solo di becera propaganda? Purtroppo per i cittadini ellenici ci sembra più probabile la seconda opzione dal momento che la crisi e il rigore hanno già annichilito la società ellenica. Solo per fare alcuni esempi ben otto condomini su dieci non comprano più il gasolio, tutto mentre la disoccupazione ha raggiunto nel Paese il 27,4%. I poveri di ritorno sono moltissimi e almeno 70.000 cittadini ellenici hanno preso la drastica decisione di riconsegnare le targhe delle loro automobile non potendo pagare una tassa di circolazione da mille euro all’anno. Forte della presidenza Ue invece il governo ellenico prova a raccontare una storia diversa, con un deficit stabilizzato senza contributi da parte della Germania, e con proclami che lasciano a metà tra il perplesso e il ridicolo da parte di Venizelos: “la Storia ci vendicherà, abbiamo fatto il nostro dovere per evitare il tracollo“. Peccato che il tracollo per molti cittadini ellenici sia già arrivato. Inoltre continua a esistere un divario finanziario di 11 miliardi almeno, ovvero i soldi che mancano per rispettare gli obiettivi di bilancio imposti dalla Troika ad Atene. Da qui il timore di una nuova spada di Damocle di nuovi tagli per sanare la situazione, una situazione resa calda dall’avvicinarsi delle urne, con Syriza che spaventa, e non poco, gli ambienti moderati ed europeisti di Atene, e Alba Dorata che torna a fare la voce grossa dopo le voci di golpe e le violenze. A maggio si terranno le europee, ma anche le amministrative, una tornata elettorale che potrà dirci molto del futuro di Atene.

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