Grecia. Avanzano i neonazisti, un rischio nel cuore dell'Europa | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 12 dicembre 2017
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Grecia. Avanzano i neonazisti, un rischio nel cuore dell’Europa

Non si arresta l’avanzata l’Alba Dorata partito che, secondo i primi exit poll, sarebbe la quarta forza del Paese. Il partito neonazista rientrerà in Parlamento e il leader di Alba Dorata, Nikos Micololiakos, ha annunciato di voler “combattere per la Grecia”, e di voler puntare l’attenzione contro la “minaccia turca”, facendo un chiaro riferimento a Cipro e alla lotta senza quartiere all’immigrazione.

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Non si arresta l’avanzata di Alba Dorata, il partito nazionalista e neonazista che, con i suoi slogan intolleranti e radicali ha fatto venire i brividi a tutta l’Europa. Dopo che il portavoce di Alba Dorata qualche giorno fa aveva letteralmente picchiato in diretta due deputate di Syriza e Kke, in molti erroneamente hanno pensato che il partito neonazista avrebbe subito un brusco ridimensionamento nella tornata elettorale di oggi, peraltro la più importante per la Grecia negli ultimi decenni. Nel giorno di silenzio elettorale i neonazisti di Alba Dorata si sono anche resi protagonisti del vergognoso pestaggio a Patrasso di un extracomunitario egiziano, picchiato a sangue nell’indifferenza generale.

Domani Atene si sveglierà nell’incertezza, ammesso che qualcuno, in questa situazione drammatica, riesca a trovare il sonno. Mentre tutti si chiedono quale sarà il futuro della Grecia, paese diviso in due tra europeisti di Nuova Dimokratia, e anti-europeisti di Syriza, gli unici che possono rallegrarsi, presentandosi sorridenti di fronte alle telecamere, sono proprio loro, i neonazisti di Chrysi Avgì, il nome greco di Alba Dorata. Il loro leader, il discusso e discutibile Nikos Mikololiakos, si è fatto intervistare a caldo dopo i primi exit poll che davano Alba Dorata tra il 6 e il 7,5%, sancendo così l’ingresso dei neonazisti in Parlamento. Mikololiakos si è fatto riprendere seduto dietro una scrivania con un’inquietante statua di un aquila di fronte a lui, e ha subito utilizzato il consueto tono arrogante, dichiarando sostanzialmente “guerra” alla Grecia che non vuole rassegnarsi all’emergere di pericolosi nazionalismi.

Mikololiakos ha fugato ogni dubbio, e ha ribadito che i neonazisti porranno al primo posto del loro programma elettorale la lotta all’immigrazione clandestina. Non potevano mancare anche minacce nazionaliste alla Turchia, con riferimento a Cipro, l’isola da decenni divisa in due proprio tra Atene e Ankara. Il leader di Alba Dorata ha detto di far parte dell’unico partito “che lotta realmente per la Grecia“, e ha ringraziato ogni greco che ha deciso di dare al suo partito la propria preferenza. Insomma un programma “da brividi” basato su un fiero nazionalismo e su un riarmo in chiave anti-turca e anti-macedone, una risposta di estrema destra alla crisi che rischia di trascinare Atene fuori dall’Europa e dal novero delle nazioni più importanti del continente. E mentre tutti a voce prendono le distanze dalle mosse di indegno razzismo e xenofobia dei membri di Alba Dorata, i neonazisti con le loro bandiere che sembrano uscite fuori da un remake cinematografico del Terzo Reich di bassa lega, continuano indisturbati la loro ascesa. Una cosa è certa, qualsiasi sarà il futuro della Grecia, Alba Dorata siederà in Parlamento, e questa in fin dei conti per Atene rappresenta già una sconfitta.

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