Grecia. C'è l'accordo: 80 miliardi in cambio di riformeTribuno del Popolo
lunedì , 11 dicembre 2017
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Grecia. C’è l’accordo: 80 miliardi in cambio di riforme

Dopo una lunga notte è stato raggiunto l’accordo sulla questione greca. Alla fine è stato varato un programma di salvataggio, un’azione triennale da 86 miliardi di euro condizionato da pesanti riforme che Tsipras dovrà fare approvare dal parlamento in meno di tre giorni su pensioni, fisco e giustizia. E ora tornerà ad Atene anche la Troika per verificare l’attuazione delle suddette riforme. La patata bollente resta ora in mano a Tsipras, che dovrà spiegare l’accordo a quelli che hanno votato “no” al referendum e rischia di perdere pezzi importanti di Syriza. 

E’ finito l’incubo greco? Oppure è appena cominciato dal momento che Tsipras dovrà ora cominciare a fare quelle riforme massicce fin qui rimandate tra cui privatizzazioni colossali da cinquanta miliardi di euro? Difficile a dirsi, sicuramente sono in molti a stappare lo champagne per via di questo accordo colto nella notte tra Grecia ed Eurogruppo, festeggiando per aver scongiurato la Grexit, ma sicuramente non gioiscono i cittadini ellenici che sono andati a votare “no” al referendum e che hanno appoggiato Syriza per rompere con l’austerity o con l’Europa. Alla fine se non altro questo accordo permetterà ad Atene di andare avanti a vista, ma ora tutti condizionano il pacchetto di aiuti a pesanti riforme che la Grecia dovrà realizzare per forza, peraltro rendendone anche conto alla ormai arcinota e famigerata Troika. L’azione di salvataggio decisa dopo diciassette ore di summit erogherà 86 miliardi di euro alla Grecia in cambio di riforme dunque, e questo pone fine almeno momentaneamente alla crisi ellenica, anche se ne apre un’altra in prospettiva dato che Tsipras non è affatto sicuro di poter rimanere in sella come se nulla fosse.

La Germania ha prima mostrato il volto duro della Merkel e di Schaeuble, poi ha raggiunto comunque quello che voleva dato che questo piano dovrà essere votato in Parlamento ad Atene e Tsipras probabilmente dovrà allearsi con dei partiti centristi per ottenere la maggioranza dato che molti deputati di Syriza non voteranno. A vincere dunque è sempre la Germania che ora è soddisfatta di aver messo al “cappio” la Grecia, avendola finalmente vincolata a fare delle riforme gradite. Cosa succederà adesso all’interno di Syriza? Nascerà un nuovo partito? Difficile a dirsi, quello che è certo è che Tsipras avrà molta difficoltà a spiegare al suo elettorato il perchè abbia accettato un piano di riforme che era stato rifiutato esattamente una settimana prima quando era stato lanciato il referendum. Peraltro al referendum aveva vinto il “no” lasciando sbigottiti molti analisti che non riescono a rendersi conto della sofferenza della Grecia, non rendendosi conto che chi con l’euro ha perso tutto ha tutto l’interesse a uscirne, e forse proprio per questo si era fidato di Tsipras e di Syriza .

Ora entro i prossimi tre giorni Atene dovrà far votare dei pacchetti tremendi di riforme, gli stessi su cui aveva fatto saltare il tavolo, un piano di privatizzazioni mostruoso, e soprattutto dovrà rassicurare la fiducia dei creditori, che come ha detto la Merkel rischiava di essere incrinata. Intanto le borse brindano, e con le borse anche tutti i sostenitori europeisti che possono esultare per aver messo al suo posto Tsipras. Alla fine la sua linea ha perso dato che dopo tanti bracci di ferro ha accettato tutto quello che la Germania voleva, e in molti non riescono a capire il perchè. Probabilmente Tsipras deve aver subito importanti pressioni incrociate che lo hanno indotto a non prendere la via senza uscita della rottura, ma siamo sicuri che questa via sia la migliore? Una cosa è certa, entro il prossimo anno ad Atene si terranno delle nuove elezioni, e cosa succederà se dovessero vincere le forze antieuropeiste e contrarie all’accordo? Basterà per Tsipras dire di aver accettato i sacrifici ma di aver ottenuto una riduzione del debit0 per essere rivotato da quelli che hanno votato “no” al referendum?

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