Grecia. Chiesti due anni di proroga al piano di Austerity | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Grecia. Chiesti due anni di proroga al piano di Austerity

Oggi il nuovo governo di Atene ha chiesto ufficialmente due anni di proroghe per il piano di austerity imposto da Bce e Fmi. Atene proverà anche a chiedere una limitazione nel licenziamento dei dipendenti pubblici, e soprattutto la possibilità di estendere per due anni oltre la scadenza le riforme di consolidamento fiscale. 

Forse confidando nel buonumore tedesco dopo la sconfitta della Grecia a Euro 2012 proprio a opera della Germania, alla fine oggi i tre partiti che formano il nuovo governo di coalizione ellenico, Nd, Pasok e Dimar, sono riusciti a trovare l’accordo per un programma condiviso di governo che verrà annunciato al pubblico la prossima settimana. Lunedì però sbarcerà ad Atene la troika, e in molti sono pronti a giurare che non troveranno positivo il programma elaborato ad Atene. Si trattebbe di un programma diviso in 14 punti, pubblicato questa mattina dal quotidiano economico Kerdos. Secondo il quotidiano tale programma verrebbe incontro alle richieste della piazza, ma non è detto che possa soddisfare le richieste della finanza internazionale. Il documento programmatico dovrebbe essere presentato in Parlamento greco tra qualche giorno, e tra i punti più controversi e sentiti ci sarà la richiesta di sospensione dei licenziamenti nel settore pubblico, il blocco dei tagli a stipendi e pensioni, e soprattutto la ricapitalizzazione della Banca dell’Agricoltura e la riduzione dell’Iva sui prodotti alimentari, misure queste che allevierebbero non poco il peso della crisi, specie sui più poveri. Negli altri punti si richiede anche di rivedere la questione mutui con rate che non dovrebbero superare il 30% dello stipendio, e il ripristino dell’indennità di licenziamento. Previste anche misure “anti-casta”, come il controllo retroattivo delle proprietà dei politici, e il taglio di una parte consisente degli stipendi. Ora bisognerà vedere quale sarà la reazione dei creditori di Atene, se cioè accetteranno di concederle un pò di respiro su qualcuni aspetti in cambio invece di una mano ferma nell’accellerazione delle riforme strutturali e delle privatizzazioni, finora in grave ritardo.

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