Grecia. Dopo dodici settimane la mobilitazione dell'università piega il governoTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Grecia. Dopo dodici settimane la mobilitazione dell’università piega il governo

Alla fine il governo in Grecia ha ceduto dopo oltre dodici settimane di sciopero del personale dell’Università di Atene e del Politecnico, e ha deciso di fare marcia indietro scegliendo di non licenziare più  500 impiegati  ma trasferendone solo 100 in altri uffici a un minor salario. 

Dopo più di dodici settimane di sciopero organizzato da parte del personale dell’Università di Atene e del Politecnico, il governo di Antonis Samaras ha deciso di fare un passo indietro e di non licenziare più i 500 impiegati che si volevano allontanare per salvare i conti. Ora il governo sembra aver preso la decisione di lasciar stare i 500 dipendenti ma di allontanare 100 unità in altri uffici a un minor salario. Il mondo accademico poi è compatto almeno su un punto, ovvero che non andrà realizzato alcun licenziamento a danno degli atenei pubblici per garantire il funzionamento di quelli privati. Si tratta quindi di una vittoria della mobilitazione, una vittoria ancor più importante perchè Samaras e l’esecutivo ellenico fino a oggi hanno letteralmente messo in ginocchio le università greche, ritardando l’iscrizione delle matricole e annullando in pratica gli esami, tutto questo mentre il personale amministrativo delle Università sta resistendo alle pressioni e continua a oltranza uno sciopero contro il licenziamento della metà degli impiegati. Insomma, la storia della lotta delle università è una storia illuminante perchè ci mostra che gli studenti assieme ai sindacati e ai militanti di sinistra, sono riusciti a mobilitarsi e a costringere il governo Samaras a trattare e poi a cedere. Il ministro della Pubblica Istruzione Arbanitopoulos sembra aver accettato una resa incondizionata, ma gli impiegati non si fidano del governo. Nella giornata di ieri i lavoratori hanno chiesto l’annullamento dei vertici del sindacato che avevano trovato positive le proposte del ministro: “Abbiamo resistito con una enorme battaglia contro il massacro dell’Università. L’unica soluzione è tornare tutti nei nostri posti di lavoro per far funzionare le facoltà insieme con i professori e il personale docente. Lo sciopero continua e il ministero mente dicendo che il 50% del personale è tornato al lavoro“, hanno spiegato gli impiegati in assemblea, il tutto mentre il ministro Arbanitopoulos ha telefonato al rettore dell’Università per provare a costringere gli impiegati ad aprire l’ateneo.Insomma si va verso uno scontro muro contro muro tra il ministro e Syriza, con il ministro che sostiene che le università restino chiuse illegalmente. Nuova Democrazia e Pasok, i due partiti al governo, hanno intanto votato una legge che permette agli studenti di partecipare a febbraio e a giugno del 2014 anche alle sedute degli esami saltate e che salteranno ancora se le università non aprono lunedì. Insomma la lotta degli studenti e delle università elleniche serve a mostrarci come sia possibile far saltare il banco dei diktat della Troika quando si riesce a mobilitarsi con fermezza e solidarietà. Grazie alla tenacia degli studenti, il governo non è riuscito a trovare il coraggio di sgomberare le università con la forza, dimostrando che è possibile vincere. Intanto sul tavolo resta la decisione dei membri del senato accademico e dei loro sostituti della grande Università di Salonicco che hanno offerto al rettore le loro dimissioni di massa pur di ostacolare i licenziamenti del personale amministrativo.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/murplejane/3121058946/”>how will i ever</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a>

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