Grecia. Dopo dodici settimane la mobilitazione dell'università piega il governoTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Grecia. Dopo dodici settimane la mobilitazione dell’università piega il governo

Grecia. Dopo dodici settimane la mobilitazione dell’università piega il governo

Alla fine il governo in Grecia ha ceduto dopo oltre dodici settimane di sciopero del personale dell’Università di Atene e del Politecnico, e ha deciso di fare marcia indietro scegliendo di non licenziare più  500 impiegati  ma trasferendone solo 100 in altri uffici a un minor salario. 

Dopo più di dodici settimane di sciopero organizzato da parte del personale dell’Università di Atene e del Politecnico, il governo di Antonis Samaras ha deciso di fare un passo indietro e di non licenziare più i 500 impiegati che si volevano allontanare per salvare i conti. Ora il governo sembra aver preso la decisione di lasciar stare i 500 dipendenti ma di allontanare 100 unità in altri uffici a un minor salario. Il mondo accademico poi è compatto almeno su un punto, ovvero che non andrà realizzato alcun licenziamento a danno degli atenei pubblici per garantire il funzionamento di quelli privati. Si tratta quindi di una vittoria della mobilitazione, una vittoria ancor più importante perchè Samaras e l’esecutivo ellenico fino a oggi hanno letteralmente messo in ginocchio le università greche, ritardando l’iscrizione delle matricole e annullando in pratica gli esami, tutto questo mentre il personale amministrativo delle Università sta resistendo alle pressioni e continua a oltranza uno sciopero contro il licenziamento della metà degli impiegati. Insomma, la storia della lotta delle università è una storia illuminante perchè ci mostra che gli studenti assieme ai sindacati e ai militanti di sinistra, sono riusciti a mobilitarsi e a costringere il governo Samaras a trattare e poi a cedere. Il ministro della Pubblica Istruzione Arbanitopoulos sembra aver accettato una resa incondizionata, ma gli impiegati non si fidano del governo. Nella giornata di ieri i lavoratori hanno chiesto l’annullamento dei vertici del sindacato che avevano trovato positive le proposte del ministro: “Abbiamo resistito con una enorme battaglia contro il massacro dell’Università. L’unica soluzione è tornare tutti nei nostri posti di lavoro per far funzionare le facoltà insieme con i professori e il personale docente. Lo sciopero continua e il ministero mente dicendo che il 50% del personale è tornato al lavoro“, hanno spiegato gli impiegati in assemblea, il tutto mentre il ministro Arbanitopoulos ha telefonato al rettore dell’Università per provare a costringere gli impiegati ad aprire l’ateneo.Insomma si va verso uno scontro muro contro muro tra il ministro e Syriza, con il ministro che sostiene che le università restino chiuse illegalmente. Nuova Democrazia e Pasok, i due partiti al governo, hanno intanto votato una legge che permette agli studenti di partecipare a febbraio e a giugno del 2014 anche alle sedute degli esami saltate e che salteranno ancora se le università non aprono lunedì. Insomma la lotta degli studenti e delle università elleniche serve a mostrarci come sia possibile far saltare il banco dei diktat della Troika quando si riesce a mobilitarsi con fermezza e solidarietà. Grazie alla tenacia degli studenti, il governo non è riuscito a trovare il coraggio di sgomberare le università con la forza, dimostrando che è possibile vincere. Intanto sul tavolo resta la decisione dei membri del senato accademico e dei loro sostituti della grande Università di Salonicco che hanno offerto al rettore le loro dimissioni di massa pur di ostacolare i licenziamenti del personale amministrativo.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/murplejane/3121058946/”>how will i ever</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a>

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