Grecia. E' la vittoria di Tsipras e della disillusioneTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Grecia. E’ la vittoria di Tsipras e della disillusione

Alla fine ha vinto Syriza. Niente di sorprendente per la verità così come non sorprende la disillusione montante nel popolo ellenico con l’affluenza ai minimi storici dal 1946: 51,75%. Un greco su due dunque ha deciso di non recarsi alle urne, segno di una lontananza totale della politica dalle istanze dei cittadini, che evidentemente non pensano più di poter incidere nei processi decisionali con la partecipazione politica. 

Alexis Tsipras ha vinto, i greci hanno scelto ancora Syriza e diciamocelo pure, tutto questo non può sorprendere nessuno dal momento che la vittoria dell’ex premier era pressochè scontata. Troppo privo di carisma il suo sfidante di Nuova Democrazia, Vangelis Meimarakis, e di conseguenza nessuno ha potuto fermare la vittoria di Syriza che ha superato il 35% dei voti, e quindi i 145 seggi in Parlamento. Nuova Democrazia ha ottenuto solo il 28,7% mentre terzo partito sarebbero i neonazisti di Alba Dorata con il 7,32%, una percentuale alta e che la dice lunga sulla rabbia che si respira in alcuni settori della società ellenica. Del resto anche chi ha abbandonato Syriza creando “Unità Popolare” per protestare contro quella che è stata identificata come una “capitolazione” di fronte ai debitori dopo il referendum, è andato incontro a un mezzo fallimento non riuscendo ad andare oltre al 2,78%, e quindi sarebbe persino sotto la soglia di sbarramento del 3% per entrare in Parlamento.  I comunisti del KKE avrebbero ottenuto un lusinghiero 5,5% mentre i Greci Indipendenti (Anel) già al governo con Syriza non sono andati oltre il 3,7% con 10 seggi. Ecco quindi che la possibilità che Syriza e Anel ripropongano una nuova alleanza di governo diventa reale, anche perchè sarebbero forti di una nuova maggioranza di 155 seggi su 300.

Questa situazione ci suggerisce alcune considerazioni a caldo: Innanzitutto che il dato maggiore e che dovrebbe preoccupare non è tanto la vittoria di Syriza quanto che l’affluenza è stata del 51,75%, ovvero la più bassa dal 1946 a oggi, segno inequivocabile di una disillusione totale dei cittadini greci nei confronti della politica. Dopo il referendum infatti sono moltissimi i greci che si sono sentiti presi in giro o comunque che hanno cominciato a sentire come inutile la propria partecipazione politica. Questo, unito al fatto che la situazione economica non è certo migliorata, non contribuisce di certo a diminuire i numeri di un partito come Alba Dorata che si nutre appunto della disperazione e della rabbia della gente. E’ forse questo il dato che dovrebbe far più riflettere piuttosto che celebrare il solito vincitore di turno di elezioni a cui si presentano ormai quasi la metà degli aventi diritto.

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