Grecia e Ue, guardare il dito e non la lunaTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Grecia e Ue, guardare il dito e non la luna

Mentre la Grecia è alle prese con la drammatica decisione del referendum sull’Euro, opinionisti, analisti ed economisti dibattono circa le responsabilità della crisi. Ma andare a vedere le colpe della Grecia senza analizzare quelle dell’Eurogruppo e del sistema economico vigente ci sembra come guardare il dito e non la luna. 

In questi giorni sono diventati tutti statisti e analisti da bar, ognuno dice la sua circa la crisi greca e spesso e volentieri non si fa altro che ripetere a pappagallo dei concetti che vengono ripetuti a denti stretti nei salotti Tv dai soliti opinionisti. Si tratta di una crisi nuova, uno scenario di incertezza e di difficoltà all’interno del quale è molto difficile comprendere quale sia la scelta giusta da prendere, eppure l’opinione prevalente che viene veicolata dei media è quella colpevolista nei confronti di Atene. E’ una sorta di ripetizione della tesi fatta propria anche da Renzi di addossare le colpe unicamente alla Grecia sostenendo che se paesi come l’Italia hanno attuato i “compiti a casa” allora non si vede come mai Atene debba puntare i piedi. Si nega nella sostanza di entrare nel merito, si guarda il dito delle responsabilità oggettive della situazione ellenica perdendo di vista la luna, ovvero la distorsione del funzionamento dell’Europa, diventata ben altro da quello che avrebbe dovuto essere. Così diventa un problema il fatto che Atene non voglia “rispettare i patti” e si perde di vista l’atteggiamento predatorio e del tutto cinico che le stesse istituzioni europee hanno tenuto nei confronti del popolo ellenico, che ha subito un crollo del Pil superiore al 20% in 4 anni. Non solo, Atene ha conosciuto decine di migliaia di licenziamenti, il ritorno della fame, della denutrizione infantile e della povertà, ma nessuno nella “democratica” Europa si è commosso di fronte ai cittadini ellenici in miseria perchè, ripetono in molti, non è certo colpa nostra se i greci hanno “truccato i conti”. Il problema è che in Grecia esistono però categorie intoccabili e anche nella stessa Europa ci sono determinati gruppi di interesse che, stranamente, in questi anni di crisi hanno aumentato le loro ricchezze a dismisura. Ben si comprende dunque come mai tali gruppi di potere e di interesse lavorino per orientare il futuro dell’Ue nella direzione atta a continuare a fare i propri interessi, motivo per cui le tasse alle industrie private non vengono mai alzate a differenza dell’Iva e di altre tasse che colpiscono lavoratori dipendenti, giovani, pensionati e semplici cittadini. E quando i cittadini si organizzano e votano in massa per Tsipras, ecco che la stessa volontà popolare viene messa in dubbio e comunque diventa meno importante di termini quasi magici come “spread”, “debito” e così via. Peccato che mentre tutti si distraggono parlando della specifica situazione della Grecia, nessuno analizza la natura di questa Unione Europea, nessuno analizza le s sue finalità nè il nodo centrale, ovvero che se l’austerity dovesse continuare a oltranza come sembra, nessun paese crescerà a medio termine, e soprattutto nessun paese avrà la speranza di costruire un futuro migliore. Si tratta di una Europa che conviene a qualcuno e ad altri no, con quelli che ne traggono vantaggio che utilizzano la cassa di risonanza mediatica per far credere che non via alternativa al mondo attuale. E intanto l’Europa che a parole finge di fare gli interessi di tutti lavora per creare una guerra tra poveri anche tra gli Stati, cercando di mettere Madrid, Roma, Lisbona e Parigi contro Atene mentre a Berlino e Bruxelles, passateci un pò di demagogia, se la ridono.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top