Grecia ed Europa trovano l'accordo, per oraTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Grecia ed Europa trovano l’accordo, per ora

Grecia ed Europa trovano l’accordo, per ora

Per i prossimi quattro mesi è stato trovato un accordo tra il governo di Alexis Tsipras e le istituzioni europee. Atene riceverà gli aiuti ma in cambio dovrà presentare un piano dettagliato di rientro nei parametri. Tsipras è soddisfatto e parla di cancellazione degli “impegni sull’austerity dei precedenti governi”, ma alcuni sostengono che il suo sia stato un cedimento.

Vittoria o sconfitta per Tsipras? Elettori disattesi oppure la vittoria di una battaglia in preparazione di vincere la guerra? Domande lecite dopo che Atene ha trovato un accordo con l’Europa che concederà alla Grecia una estensione degli aiuti per altri quattro mesi. Già lunedì però spetterà al governo ellenico spiegare in che modo intende rientrare nei parametri fissati, per alcuni un atto dovuto, per altri una prova del cedimento di Tsipras che aveva promesso al popolo greco di porre fine alle politiche di austerity. E Tsipras, raggiante, pensa di aver messo una pietra portante proprio in questo senso dal momento che ha sostenuto che l’intesa raggiunta avrebbe sostanzialmente cancellato gli impegni sull’austerity dei precedenti governi. Però sembra quasi che Atene abbia ben poco da festeggiare dal momento che il programma di salvataggio oggi in corso dovrà essere completato sotto la supervisione e il controllo dell’odiata Troika. Da qui i detrattori di Tsipras colgono l’occasione per attaccarlo e dire che i suoi negoziatori ieri hanno semplicemente dovuto cedere di fronte alla fermezza teutonica. Alcuni, ad esempio i comunisti del Kke, lo avevano detto sin dall’inizio definendo l’Ue irriformabile, altri invece pensano che Alexis abbia comunque aperto una breccia nel muro di pietra innalzato dagli eurocrati intorno all’Europa del Sud. Visto e considerato che Tsipras avrebbe desiderato sei mesi per portare avanti la trattative il fatto che ne abbia ottenuti quattro è comunque meglio di niente. Così come è meglio di niente che il fatto che ogni misura che colpirà il programma dovrà essere discusso con le “istituzioni”, un nome gentile per definire l’odiatissima Troika, percepita dagli europei sempre di più come un organo occhiuto e ostile. Per molti non poteva che finire così dal momento che Tsipras avrebbe utilizzato una diplomazia troppo “muscolare” che avrebbe, alla fine, irritato gli eurocrati. Però si potrebbe dire anche il contrario ovvero che Tsipras dopo aver evocato il muro contro muro alla fine ha preferito cedere non andando fino in fondo, come invece in teoria aveva promesso. Gongola invece il tedesco Schaeuble che ha preso persino in giro Tsipras gelandolo con una battuta: “Sarà difficile per Tsipras spiegare l’intesa agli elettori“. La sensazione è quindi che l’ora dei ferri corti sia solamente rimandata anche perchè a oggi, vorremmo credere a Tsipras quando dice che l’austerity è alle spalle, ma ancora non ce la sentiamo.

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