Grecia. Fa male lo schiaffo del partigiano Glezos a TsiprasTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Grecia. Fa male lo schiaffo del partigiano Glezos a Tsipras

Si chiama Monolis Glezos e non è un cittadino come tanti, si tratta del partigiano che scalò l’Acropoli per ammainare la bandiera nazista nella Seconda Guerra Mondiale, un uomo carismatico e un riferimento per la sinistra ellenica. Dopo aver appoggiato Syriza al punto di diventarne membro del comitato centrale, Glezos però non ha retto all’accordo con l’Eurogruppo e ha chiesto scusa al popolo greco: “Avevamo fatto delle promesse e non le abbiamo mantenute. Chiedo scusa al popolo greco. Dobbiamo reagire e subito. E tra la libertà e l’oppressione, io scelgo la libertà”.

Manolis Glezos ha oggi 91 anni, è un vecchio signore ellenico che di cose ne ha viste tante, dalle truppe del Terzo Reich che occupavano la Grecia fino al regime dei Colonnelli e, più recentemente alla morsa della Troika che ha letteralmente distrutto il Paese. Glezos è un riferimento per la sinistra e non potrebbe essere altrimenti dal momento che è stato lui nel 1941 a salire sull’Acropoli all’alba per ammainare la bandiera nazista, dando così avvio alla Resistenza greca contro l’invasore che sarebbe poi terminata, è sempre bene ricordarlo, con la seconda occupazione britannica sicuramente non meno terribile e sanguinosa di quella nazista. Dall’alto dei suoi 91 anni  Glezos ha guadagnato un punto di osservazione importante e il suo giudizio pesa e sposta molti voti. Anche per questo con entusiasmo aveva deciso di credere in Alexis Tsipras, l’astro nascente della sinistra ellenica, e si era unito a Syriza al punto da diventare un membro del comitato centrale del partito. Dopo la vittoria elettorale però sono arrivati i primi problemi, e Glezos si auspicava che Tsipras rispettasse le promesse fatte all’elettorato, ovvero quelle di stracciare gli accordi di austerity a qualsiasi costo. Il costo da pagare invece è sembrato troppo alto a Syriza, Tsipras e Varoufakis così è stato raggiunto un accordo interlocutorio con le istituzioni europee, non proprio una calata di brache ma nemmeno un successo insomma. Glezos però questa volta non ha retto e ha deciso di tirarsi fuori un macigno dalla scarpa: “L’accordo all’Eurogruppo è una vergogna“, e ancora Avevamo fatto delle promesse e non le abbiamo mantenute. Chiedo scusa al popolo greco. Dobbiamo reagire e subito. E tra la libertà e l’oppressione, io scelgo la libertà”. Parole dure, durissime, ma i malevoli potrebbero accusarlo di delusione dal momento che Glezos forse sperava di diventare presidente della Repubblica mentre, al contrario, Tsipras ha optato per un uomo di centrodestra, Pakis Pavlopoulos. Eppure le parole di Glezos pesano come macigni e sembrano in qualche modo dare ragione ai comunisti del Kke che avevano deciso di non allearsi con Syriza esattamente per questo motivo, ovvero sostenendo che ogni tentativo di “riformare” l’Europa sarebbe fallito e che bisognerebbe invece uscirne subito e tornare alla dracma. Anche per questo forse Glezos ha scritto una lettera agli elettori di Syriza in cui ha messo nero su bianco tutta la sua delusione: “Chiedo ai militanti di Syriza di reagire prima che sia troppo tardi. Troviamoci in assemblea straordinaria e discutiamo. So che quando si tratta bisogna fare pure delle concessioni. Ma questo per me è troppo. Non ci può essere compromesso tra schiavo e padrone, né tra oppressore e oppresso“.  Insomma dentro Syriza qualcosa comincia a scricchiolare dopo che, esattamente come previsto, Syriza ha dovuto in qualche modo realizzare un compromesso con l’Europa. Il problema è che secondo molti ha ottenuto voti sostenendo il contrario, ovvero che se l’Eurogruppo avesse rifiutato le concessioni richieste allora Tsipras avrebbe fatto il passo successivo.

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