Grecia: Ha vinto la paura, avanti la destra. Paese diviso a metà | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Grecia: Ha vinto la paura, avanti la destra. Paese diviso a metà

Grecia: Ha vinto la paura, avanti la destra. Paese diviso a metà

Alla fine ha vinto il centrodestra di Antonis Samaras con il 30,35%, mentre Syriza, il partito della sinistra radicale di Alexis Tsipiras, si è piazzato secondo con il 26,19% dei voti. Syriza ha detto subito “no” a ogni responsabilità di governo, e ora si va verso un accordo con il Pasok, piazzatosi terzo con il 12, 72%. Si va verso uno scontro generazionale tra giovani (gli under40 hanno votato in maggioranza Syriza), e adulti (che invece hanno votato in massa Nd).

Alla fine il tanto temuto giorno del giudizio è arrivato, e la Merkel e tutti i fan dell’ “Eurozona a tutti i costi” potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo. Alexis Tsipiras, il giovane astro nascente della sinistra greca, non aveva mai messo in dubbio la permanenza di Atene all’interno dell’Eurozona, tuttavia la stampa di centrodestra e di gran parte dell’Europa ha dipinto nelle scorse settimane una eventuale vittoria di Syriza come un autentico “salto nel buio” della civiltà occidentale, facendo sentire la pressione di tutta Europa sugli elettori ellenici, chiamati non solo a scegliere il futuro del loro Paese, ma anche dell’intera Europa. Ha vinto alla fine la paura, la paura dell’alternativa, troppo rischioso strappare la corda tesa dalla troika. Questo almeno è quello che hanno pensato il 30% dei greci, quasi tutti gli over40, divisi da un dilaniante contrasto generazionale con i giovani, loro sì vogliosi di un salto nel buio, mal sopportando un futuro di austerity capace di ingabbiare sogni, prospettive, aspettative. Alla fine ha vinto Antonis Samaras, il leader di quel partito, Nuova Democrazia, che si era reso responsabile in prima persona di aver falsificato i dati economici all’indomani delle Olimpiadi. Nonostante tutto quindi, la maggioranza dei greci ha accettato di abbracciare un futuro di austerità e rigore, sempre meglio che inseguire sogni di orgoglio senza alcuna garanzia. Del resto alla richiesta, rispettabile, di Tsipiras di voler “ridiscutere” il Memorandum (non certo stralciarlo), la Merkel ha risposto con isterico vigore, chiudendo la porta a qialsiasi trattativa, anche solo ipotetica. E in questo contesto frastagliato e delicatissimo Nea Dimoktratia sa di aver bisogno di validi alleati in grado di formare un governo capace di traghettare Atene verso acque più calme. Anche per questo motivo il logico alleato di Samaras sarà, quasi certamente, il Pasok di Venizelos, partito che ha visto polverizzarsi nel giro di meno di un anno i suoi consensi elettorali. Venizelos ha commentato l’esito delle elezioni augurandosi la formazione di un governo di unità nazionale, che includa quindi anche Syriza nelle responsabilità di governo, ma Tsipiras su questo è stato inamovibile: Syriza non parteciperà a nessun governo con Nuova Democrazia e Pasok e passerà all’opposizione. In Parlamento entreranno anche i comunisti del Kke, che hanno ottenuto il 4,39%, Sinistra democratica con il 6,04%, i Greci Indipendenti con il 7,45%, e soprattutto Alba Dorata, il partito neonazista greco, che ha ottenuto un preoccupante 7%. Dall’estrema polverizzazione del voto del mese scorso quindi, si è passati a un quadro di estrema polarizzazione, con i due partiti principali, Syriza e Nea Dimokratia, che hanno visto aumentare i loro consensi quasi del 10% rispetto al mese prima, segno inequivocabile che i greci hanno interpretato questa tornata elettorale come la lotta tra due diversi modelli di sviluppo per il Paese. Alla fine quindi ha vinto il modello dell’Europa a tutti i costi, ma a ben vedere ha vinto anche Syriza, partito che ha ottenuto un risultato straordinario dal momento che è riuscito a ottenere il 26% dei voti in una situazione oggettivamente drammatica dal momento che la sua voce era contrastata non solo in Grecia, ma nella stessa eurozona da tutto un sistema di potere che si è schierato compatto a favore del centrodestra.La Merkel può quindi sorridere, potrà continuare a dirigere i giochi ancora per un pò, e ora Atene disporrà finalmente di un vero governo, che sarà chiamato a prendersi le sue responsabilità nei confronti dei cittadini e dell’Europa

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