Grecia. Il Cremlino strizza l'occhio al PartenoneTribuno del Popolo
giovedì , 20 luglio 2017
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Grecia. Il Cremlino strizza l’occhio al Partenone

Vladimir Putin, presidente della Russia, ha chiesto un colloquio immediato ad Alexis Tsipras all’indomani della vittoria del “no” nel referendum. In un clima di tensione in cui l’uscita di Atene dall’Euro è una possibilità in campo, ecco che Mosca potrebbe davvero rappresentare un valido alleato per la Grecia che vuole togliersi di dosso le catene dell’Eurozona. E la stessa Russia, ovviamente, trarrebbe un vantaggio strategico e geopolitico importante avvicinandosi ad Atene.

Diciamocelo pure l’Europa negli ultimi anni ha perso quasi tutta la sua credibilità al punto che proprio i cittadini europei sembrano averne letteralmente le scatole piene. Il referendum di Atene è solo l’ultima delle dimostrazioni di questo risentimento montante nei confronti delle istituzioni europee, assolutamente incapaci di gestire nessuno dei grandi problemi sul piatto, a cominciare da quello dell’immigrazione per arrivare a quelli economici e geopolitici, vedi la pessima gestione della crisi in Ucraina. Ed è proprio questo il punto, non solo l’Europa appare incapace di pensare a risolvere problemi comuni, ma è anche subalterna alle posizioni della Nato e degli Stati Uniti in politica estera, rimanendo così vittima di scelte sbagliate e che non tutelano i cittadini europei e i loro interessi. Non sarebbe infatti meglio cooperare con Mosca magari in chiave dell’antiterrorismo? Non sarebbe più utile per il settore agricolo europeo tornare a vendere in Russia come avveniva prima delle sciagurate sanzioni? E soprattutto non sarebbe stato meglio evitare di appoggiare una rivolta, quella del Maidan, che si è rivelata egemonizzata da nazionalisti di estrema destra? Per non parlare della stupidità di una Europa che interpreta se stessa evidentemente solo come una sorta di partner debole degli Stati Uniti.

E ora che la Grecia rischia di finire fuori dall’Europa, sempre per la miopia e le scelte sbagliate degli eurocrati, ecco che Putin potrebbe approfittarne in modo strategico. Non casualmente il giorno successivo alla vittoria di Tsipras nel referendum proprio Putin avrebbe contattato direttamente Atene chiedendo un incontro con il presidente ellenico a Mosca. Motivo dell’incontro? Sin troppo facile comprenderlo: se la Grecia dovesse uscire dall’Euro potrebbe potenzialmente anche uscire dalla sfera di influenza di quello che potremmo chiamare “Occidente”. Certo l’uscita dalla Nato è complicata e quasi impossibile ma i Brics da tempo corteggiano Atene e potrebbero anche offrirsi di finanziare la rinascita del Paese. Questo rappresenterebbe un vantaggio gigantesco per la Russia che potrebbe quindi mostrare ai cittadini europei quanto potrebbe essere vantaggioso avere degli ottimi rapporti con la Russia. Cosa potrebbe accadere dunque nel caso che la Grecia ritrovasse un nuovo futuro cooperando con Putin? Sarebbe un dramma tanto per gli eurocrati, quanto per gli Stati Uniti. Per questo Tsipras deve muoversi come un elefante in una cristalliera, sapendo che basterebbe un semplice movimento brusco per rovinare tutto prima del tempo. Anche perchè se Atene scegliesse l’ombra del Cremlino sicuramente alla Casa Bianca non la prenderebbero molto bene, e ci sarebbero inevitabilmente conseguenze.

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